Arjan Cekani, ricoverato al Niguarda di Milano, è morto a seguito delle ferite riportate.

Il terribile incidente

Ha tentato di sbloccare l’impastatrice su cui stava lavorando, ma il braccio si è impigliato nell’ingranaggio ed è stato risucchiato nel macchinario.
Sembrava la scena di un film dell’orrore quella che si è presentata davanti agli occhi dei soccorritori che lunedì pomeriggio sono intervenuti nell’azienda dolciaria “Piuma d’Oro” di via Monte Santo, ditta nota nella zona soprattutto per la produzione delle chiacchiere del Carnevale.
Arjan Cekani, 40enne di origine albanese residente a Casirate, assunto con un contratto a tempo determinato proprio per questo periodo di surplus di produzione, è morto a seguito delle ferite riportate.

 

La dinamica 

Il fatto è successo poco dopo le 15. Secondo una prima ricostruzione dei fatti, l’uomo stava lavorando sul macchinario che stende la pasta prima del taglio e della cottura. Improvvisamente l’impastatrice si è bloccata e pare che il 40enne abbia fatto dei tentativi per rimetterla in funzione, probabilmente senza prima spegnere l’interruttore. Cekani ha però perso l’equilibrio ed è caduto all’interno del macchinario. Il braccio destro è rimasto impigliato nell’ingranaggio ed è stato stritolato fino alla spalla.
I colleghi sono stati richiamati dalle urla strazianti di dolore e, dopo aver allertato il «112», hanno prestato i primi soccorsi. Tra chi è accorso per capire cosa fosse successo anche la moglie del 40enne, che lavora nello stesso stabilimento, la quale ha avuto un malore alla vista del marito gravemente ferito.

I soccorsi

  Sul posto sono arrivati poco dopo i sanitari dell’ospedale di Treviglio, l’elisoccorso di Bergamo, i Vigili del fuoco di Treviglio e Dalmine, i tecnici dell’Ats di Treviglio e gli agenti del Commissariato di Polizia di Treviglio.
I pompieri hanno dapprima liberato l’operaio e a quel punto un altro dramma si è aggiunto alla situazione già tragica: Cekani, a causa anche del tanto sangue perso, è andato in arresto cardiaco e i sanitari hanno dovuto praticargli la rianimazione. Una volta stabilizzato lo hanno quindi caricato sull’elicottero, che è poi partito alla volta dell’ospedale Niguarda di Milano.

Il decesso

I medici lunedì sera lo hanno sottoposto a un delicato intervento operatorio nel tentativo di salvargli il braccio, ma le condizioni dell’uomo sono rimaste critiche fino a ieri sera, quando l’ospedale ha sciolto la prognosi riservata per annunciarne il decesso.