Esplosione Ecb, i lavoratori sotto shock chiedono risposte. “Perché? Com’è possibile che sia successo? Come si può morire in questo modo, lavorando?” Tante domande,  troppe risposte che mancano. I lavoratori della Ecb se le sono poste anche stamani, a settantadue ore dalla tragedia che ha ucciso Giuseppe e Gian Battista.

La Cisl: “I lavoratori hanno il diritto di sapere”

“I lavoratori sono veramente provati: quello che è successo domenica li ha lasciati senza parole e senza forze. Sentono il bisogno di capire cosa sia successo, perché è inconcepibile che si muoia sul posto di lavoro” spiega Giovanni Locatelli, segretario Fai Cisl Bergamo. Stamattina,  i dipendenti hanno partecipato a un’assemblea e deciso di chiedere un incontro alla direzione.  “Abbiamo chiesto all’azienda di fissare un incontro: i lavoratori hanno il diritto di sapere perché è successo l’incidente, e noi riteniamo assolutamente prioritario che questo accada. Chiederemo anche di intensificare le azioni di prevenzione e educazione alla sicurezza, le cui spese devono rientrare nel panorama degli investimenti e non dei costi”.

Sciopero di un’ora per i funerali

“Siamo pronti, insieme a CGIL, CISL e UIL, a costituirci parte civile nel processo”  hanno annunciato ieri Martina Dini della FLAI-CGIL e Giovanni Locatelli di FAI-CISL provinciali. “Nel giorno dei funerali delle due vittime, quando la data verrà fissata, proclameremo un’ora di sciopero in solidarietà e di denuncia, e per permettere a tutti i colleghi di partecipare alle esequie”.  “In questo 2018 sono già troppe le morti sul lavoro e gli infortuni gravi invalidanti accaduti nella nostra provincia. Chiediamo che il Protocollo appena firmato in Prefettura entri subito in vigore e, nel coinvolgere tutti i soggetti, subisca un’accelerazione e produca effetti prima possibile” tornano a ripetere  i sindacali. “Non ci potremo mai definire un paese civile mentre contiamo anche solo un morto sul lavoro”.

Leggi anche:  "Vi racconto la mia vita da artigiano 2.0..."

Quattordici infortuni mortali solo quest’anno

Con le due vittime di Treviglio, salgono a 151 i morti sul lavoro in Italia dall’inizio dell’anno (nel primo trimestre del 2017 erano stati, invece, 113). Si tratta del quattordicesimo infortunio mortale in Lombardia da inizio 2018, senza contare gli infortuni in itinere, come nel caso delle tre donne morte nell’incidente ferroviario di Pioltello. La situazione nazionale non è certo migliore, con i due operai morti nell’esplosione di una cisterna a Livorno, i pompieri morti in servizio in Sicilia, l’incidente mortale a Bologna subito da un operaio durante i lavori di adeguamento della linea aerea.