Ha parlato per un quarto d’ora, Maurizio Quattrocchi, l’operaio edile di 47 anni in carcere con l’accusa di omicidio aggravato per aver ucciso a coltellate la moglie Zinaida Solonari nella notte tra sabato e domenica a Cologno al Serio. Un interrogatorio in cui l’uomo ha ammesso di aver ucciso la 36enne con cui era sposato da 13 anni e con la quale aveva 3 figlie di 16, 12 e 8 anni.

Il marito confessa

“La gelosia mi ha trasformato in una bestia – ha detto in lacrime – Non se lo meritava, non volevo ucciderla”. Secondo quando raccontato dall’uomo al Gip Federica Gaudino i problemi di coppia con Zina sarebbero iniziati dopo l’estate. La donna aveva deciso di lasciarlo e avevano iniziato a litigare. Discussioni anche molto forti che avevano spinto la 36enne a denunciare il marito e a trasferirsi, su consiglio dei carabinieri, a casa della sorella. Ma proprio davanti a quella casa, rientrando dal lavoro, ha trovato la morte.

Contestata la premeditazione

A Quattrocchi, difeso dall’avvocato d’ufficio Roberta Campana, è stata contestata anche la premeditazione, ma sull’arma del delitto, un coltello a serramanico il 47enne ha continuato a sostenere di non ricordare di averlo portato con sé ma di averlo trovato nel sottoscala da dove ha sferrato l’agguato alla moglie.

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