Lunedì si è tenuta l’ennesima udienza a carico dell’imputato Cristian Vitali.

Fidanzati morti, la rabbia della mamma di Francesca

“Mia figlia è morta ma non si parla dell’assassino. State facendo il processo al cantiere, è una vergogna”. La cassanese Maria Russo, madre di Francesca Squeo, che ha perso la vita in autostrada insieme al fidanzato Giuseppe Algeri il 20 agosto 2015, si è sfogata all’ennesima udienza che si è tenuta lunedì. “Sentire i periti parlare solo del cantiere mi ha fatto salire il sangue al cervello”, ha spiegato.

Accompagnata fuori dall’aula

La donna ha urlato la propria rabbia in aula e il giudice ha chiesto di farla uscire, così il marito l’ha accompagnata fuori. “In tanti mi hanno manifestato solidarietà, compresa il pm”, ha detto Russo. Durante l’udienza sono stati sentiti quattro periti, di cui due della difesa di Cristian Vitali, l’imprenditore che ha investito l’auto sulla quale viaggiavano i fidanzati.

Analizzato il cantiere

Gli esperti si sono focalizzati sulla presenza del cantiere mobile, dietro al quale erano fermi i fidanzati poi investiti dall’auto guidata da Vitali. Il pm è stata la prima a sottolineare come quello “non è il processo al cantiere”, ma il dibattito è proseguito scatenando lo sfogo della mamma di Francesca.

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