La comunità di Arzago si prepara a dare l’ultimo saluto a Cesare Erba, 77 anni, domani, mercoledì 13 maggio, presso la chiesa parrocchiale di San Lorenzo. Cesare, titolare insieme alla moglie Paola Barbieri e alla figlia Beatrice del “Bar degli Amici” in via De Capitani, è deceduto il 29 aprile all’ospedale internazionale di Sharm el-Sheikh, in Egitto, dove era stato ricoverato dopo un malore accusato nel villaggio turistico.
La tragedia in vacanza
Il 77enne si trovava in Egitto con la moglie Paola quando, dopo soli due giorni di soggiorno, ha accusato un malore. Un trombo, originatosi dalla gamba, ha causato una crisi respiratoria che lo ha portato in coma.
“I medici dell’ospedale in Egitto hanno provato di tutto, ma Cesare non è mai uscito dal coma – ha raccontato la moglie Paola, che ha raggiunto il marito con i figli a Sharm dopo aver appreso del malore –. Almeno non ha sofferto, anche se non avrebbe mai pensato di morire così, in vacanza, in uno dei viaggi che amava tanto. Abbiamo trovato molta umanità da parte dei sanitari egiziani.”
Il rimpatrio della salma di Cesare Erba ha comportato un complesso iter burocratico, ma grazie all’assicurazione stipulata prima della partenza, il feretro è arrivato all’aeroporto di Malpensa solo lunedì 11 maggio.
“Dall’ospedale internazionale di Sharm el-Sheikh, papà è stato trasferito al Cairo, dove è stato preparato il feretro – ha spiegato la figlia Beatrice –. Poi è stato trasportato in aereo dal Cairo, facendo una tappa in Turchia, fino ad arrivare a Milano Malpensa lunedì sera.”
La camera ardente di Cesare è stata allestita nella sua abitazione di via Puccini 18/I. Domani, alle 15, il feretro sarà traslato nella chiesa parrocchiale di Arzago per la celebrazione del funerale, al termine del quale sarà tumulato nel cimitero locale.
Il ricordo di una vita dedicata al bar e ai viaggi
Cesare Erba, dopo aver lavorato come tipografo alla “Cfv” di Treviglio, si era unito alla moglie e alla figlia nella gestione del “Bar degli Amici” dai primi anni 2000. Era lui ad aprire il locale ogni mattina, in attesa dell’arrivo di Paola e Beatrice nel pomeriggio.
“Lavorare al bar gli piaceva, ma preferiva viaggiare – ha ricordato la figlia Beatrice –. Aveva un carattere particolare, ma sapeva essere di compagnia, soprattutto con gli amici che venivano a trovarlo per un aperitivo. Il suo pensiero era sempre rivolto ai prossimi viaggi, che amava condividere con la mamma o con gli amici.”
La coppia ha condiviso momenti di gioia e difficoltà, come durante la pandemia da Covid-19, dimostrando una profonda unione sia nella vita quotidiana che nei viaggi.
“Cesare amava viaggiare e organizzava gite di gruppo per assaporare le specialità culinarie del Piemonte e non solo – ha ricordato Paola –. Era una presenza costante e preziosa per me. Non so come farò senza di lui.”