Carabinieri assolti in Tribunale dalle accuse di peculato, calunnia, detenzione di stupefacenti e falso ideologico in atto pubblico.

Carabinieri assolti

Due militari in servizio presso la Compagnia di Cassano d’Adda erano stati arrestati a maggio dello scorso anno. Ad accusarli le parole di un pregiudicato di origine marocchina. Ma ora il giudice in primo grado ha optato per l’assoluzione dei due poiché “il fatto non sussiste”.

L’indagine

L’indagine, affidata dall’Autorità Giudiziaria ai Carabinieri del Nucleo Investigativo del Gruppo di Monza    era scaturita dagli sviluppi di una pregressa attività investigativa che, il 6 aprile 2017, aveva già portato all’arresto di un sottufficiale dell’Arma ,  all’epoca dei fatti comandante dell’Aliquota Radiomobile del Norm di Cassano d’Adda, ritenuto responsabile di spaccio di stupefacenti, peculato, corruzione, rivelazione ed utilizzazione di segreto d’ufficio, nonché falso in atto pubblico.

Il processo e l’assoluzione

In settimana si è concluso il procedimento per i due, che nel frattempo erano stati sospesi dall’Arma. Il pubblico ministero aveva chiesto 15 e 17 anni di reclusione, ma il giudice ha optato per l’assoluzione con formula piena. Ora uno dei due potrà tornare in servizio mentre l’altro ha raggiunto l’età pensionabile.

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