Il racconto di Ramy, il ragazzo eroe che ha chiamato il 112 dal bus sequestrato. “Con un coltello in mano ci ha detto di consegnare i cellulari, ma io…”.

Il racconto di Ramy, eroe del bus sequestrato

Stamattina, 21 marzo 2019, il giorno successivo alla tentata strage sulla Paullese, i carabinieri della Compagnia di San Donato hanno incontrato la stampa per ricostruire la mattinata di terrore. Insieme ai militari era presente Ramy, il ragazzo eroe che ha chiesto aiuto direttamente dal bus sequestrato da Ousseynou Sy, che dovrà rispondere dell’accusa di attentato.

“Ho nascosto il telefono e telefonato”

“L’autista aveva un coltello in mano e ci ha ordinato di consegnare i cellulari – ha raccontato il 14enne – Io ho fatto finta di darlo, ma sono riuscito a tenerlo e nasconderlo. Ero seduto negli ultimi posti, così ho detto ai miei compagni di alzare la voce e fare casino mentre io chiedevo aiuto. Ho chiamato i carabinieri e ho spiegato la situazione. Ho temuto per la mia vita, ma volevo salvare me stesso, i miei compagni e i professori. Abbiamo avuto paura fino all’ultimo, quell’uomo aveva un accendino in mano. Anche quando sono saliti i militari abbiamo temuto che riuscisse ad accendere il fuoco con noi dentro”.

Leggi anche:  Stefano Marinoni, 22 anni, esce di casa e scompare nel nulla: allarme nel Milanese

TORNA ALLA HOME