Un guasto all’impianto di condizionamento del Policlinico di Ponte San Pietro ha fatto registrare picchi di 41 gradi tra sabato e domenica, nelle camere di degenza al quarto piano dell’ospedale dell’Isola bergamasca. Un caldo infernale, in due reparti che vedono una sessantina di pazienti ricoverati, molti dei quali anziani.

Ponte San Pietro, 41 gradi in ospedale

A denunciare la situazione è la Cisl, che parla di una situazione insostenibile soprattutto nei reparti di Medicina Generale e di Day HospitalOncologico. La causa, l’impianto di condizionamento che non funziona da una settimana. “L’Ats raccomanda a malati e anziani di non esporsi al caldo, ma la realtà, al Policlinico è ben diversa” spiega Caterina Dezio, della segreteria provinciale di Cisl Funzione pubblica. “Varie sono state le segnalazioni del personale e della Coordinatrice Infermieristica, presso i competenti uffici interni al Policlinico. Sono intervenuti chiedendo interventi solleciti anche gli RLS della struttura, anche ieri. Richieste e solleciti caduti nel vuoto, come tutti quelli precedenti”.

Sessanta pazienti “in forno”

Sono sessantina secondo Cisl i pazienti che gravitano al quarto piano fra degenza e trattamento ambulatoriale. Molti, ovviamente vista la natura dei due reparti, sono anziani. Nella serata di domenica, in seguito ai numerosi cambi delle lenzuola dei letti, perché bagnate dal sudore, è terminata anche la scorta di  biancheria.

“Il personale fa quello che può, e lo fa al meglio, con quello che ha a disposizione: la situazione è però drammatica e inverosimile. Oltre a non sentirsi ascoltati per alleviare i pazienti, si sentono impotenti davanti a un’azienda che non risponde e non vede una grave situazione che sta degenerando sempre di più. Come loro rappresentante sindacale, mi sento ferita e, allo stesso tempo indignata, per la considerazione e il rispetto che una struttura ospedaliera rinomata sul territorio, come il Policlinico San Pietro, che occupa circa 600 figure professionali non mediche, stia ‘maltrattando’, oltre che i degenti, anche i propri dipendenti. Sembra che si vogliano creare le condizioni per lavorare male e sempre peggio, esponendo il personale alle legittime rimostranze dei parenti dei degenti. I parenti e i degenti hanno ragione da vendere, ma stanno colpevolizzando persone che non hanno la possibilità di risolvere il problema. Tutto questo è vergognoso e senza dignità. Non si può pensare che un malato o un anziano, che ha magari febbre alta, debba stare in una stanza dove la temperatura ambientale è più alta di quella sua corporea. Hai voglia di offrire acqua, di cambiare le lenzuola, di mettere una garza bagnata, di abbassare le tapparelle (sempre che scendano, come succede nel locale infermieristico di oncologia); il caldo che non fa respirare, non passa. In una società civile, il malato si rispetta, offrendo un luogo di cura confortevole, dove si possa guarire presto e bene. Allo stesso tempo il personale deve essere esposto a meno rischi possibili,   e trovare le condizioni adatte per svolgere al meglio il proprio importante e delicato lavoro di cura e di assistenza”.

“Interesseremo Ats e Regione”

Cisl fa sapere che trasmetterà la segnalazione ad Ats Bergamo e Regione Lombardia per chiedere di intensificare i controlli “e per fare si che queste strutture si adeguino nel più breve tempo possibile a offrire un servizio degno di questo nome ai cittadini . Anche gli enti preposti agli accreditamenti con il Servizio Sanitario Regionale e ai controlli di idoneità, ci mettano la faccia così come ce la stanno mettendo gli infermieri e gli operatori sociosanitari del Policlinico San Pietro”.

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Il Policlinico: “Caldo eccezionale, entro stasera posizioneremo i condizionatori mobili”

Alle prime segnalazioni, già venerdì la direzione del Policlinico ha subito messo in atto le procedure necessarie per far fronte a questa ondata di calore eccezionale, anche posizionando condizionatori mobili nelle aree più critiche. Detta attività sarà ultimata nella giornata di lunedì. La situazione è costantemente monitorata con sopralluoghi da parte della direzione sanitaria, ufficio tecnico e sicurezza.

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