Incendio Zingonia, dopo il rogo scatta la rissa a bottigliate.  Ancora carabinieri al lavoro questo pomeriggio a Zingonia, dopo il rogo che attorno alle 13 ha devastato la torre Anna2, ora dichiarata inagibile. Tre famiglie sono state sfollate.

Incendio Zingonia “E’ lui che brucia le case”

Cinque incendi in un mese. E non era mai successo nulla di simile prima a Zingonia. Ma chi brucia le case e perchè? Questo pomeriggio una donna di origini marocchine ha lanciato l’accusa, e ne ha ricevuto in cambio una bottigliata. Sembrava tutto finito a Zingonia dopo l’incendio quando improvvisamente una donna è entrata di corsa nel cortile dei palazzi invocando l’aiuto dei carabinieri. Aveva una mano ferita da un coccio di bottiglia di vetro. Ma questo non le ha impedito di lanciare l’accusa. “Lo abbiamo visto – ha dichiarato ai militari indicando un connazionale – è lui che dà fuoco alle case”.

Violenta rissa a Zingonia

Quando ha visto il connazionale tornare sorridente ai palazzi dopo l’incendio con la compagna al seguito la donna marocchina non ci ha visto più. “Sei tu che dai fuoco ai palazzi – gli ha detto urlando – adesso devi smetterla, ti denuncio”. Non l’ha presa bene lo spacciatore, ma soprattutto la compagna di lei che, afferrata una bottiglia di vetro, ha cercato di spaccarla in testa all’accusatrice. La marocchina si è subito precipitata nel cortile dei palazzi chiamando i carabinieri che stavano effettuando i rilievi dopo l’incendio del primo pomeriggio.

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Forze dell’ordine e sindaco sedano la rissa

Sul posto fortunatamente erano presenti sia i carabinieri della stazione di Zingonia, con il maresciallo Gerardo Tucci, che gli agenti della Polizia locale. Anche il sindaco Enea Bagini, che stava organizzando la sistemazione di emergenza per le famiglie sfollate è intervenuto per sedare la rissa, che  dopo la prima bottigliata è proseguita all’interno del palazzo Anna 1. La donna ferita si è recata in ospedale per farsi medicare, mentre la responsabile dell’aggressione è stata accompagnata in caserma dai carabinieri.

Un’ipotesi fondata?

Se quanto affermato dalla donna risultasse essere vero, i pochi residenti regolari ancora nelle torri di Zingonia potrebbero tirare un respiro di sollievo. Individuato il colpevole, la lunga serie di incendi dovrebbe finalmente avere fine. Il movente, se così fosse, potrebbe essere legato a rese dei conti tra spacciatori o comunque al narcotraffico. Ma i carabinieri, per il momento, non si sbilanciano, limitandosi ad affermare che le indagini sono ancora in corso.

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