“In Lombardia e a Bergamo non conosce tregua la sequenza di incidenti sul lavoro”. Comincia così la nota pubblicata poco fa da Cgil Cisl e Uil, in merito alla sicurezza sul lavoro. Solo nella Bassa, in poche ore questa settimana si sono sfiorate due tragedie: alla Piuma d’Oro di Treviglio un operaio rischia di perdere un braccio dopo essere stato stritolato da un’impastatrice. Mentre un carpentiere di Ghisalba, al lavoro in un cantiere di Meda, lotta ancora per sopravvivere al Niguarda di Milano.

Uno stillicidio da fermare

“Nei primi due mesi dell’anno numerosi e continui sono stati gli infortuni gravi di lavoratori nelle fabbriche e cantieri di Bergamo e provincia. La situazione non sembra dare concreti segnali di svolta. Siamo di fronte ad uno stillicidio che dobbiamo fermare – dicono i tre segretari di Bergamo Giuseppe Mancin (FENEAL UIL), Simone Alloni (FILCA CISL) e Luciana Fratus (FILLEA CGIL) -Gli incidenti sul lavoro che vengono quotidianamente denunciati, non ci danno tregua e sempre più ci troviamo costretti ad uscire pubblicamente per tenere alta l’attenzione collettiva”.

Fondamentale la prevenzione

Una delegazione di lavoratori dell’edilizia di Bergamo parteciperà, domani, al presidio organizzato dai Confederali di Monza sotto il titolo di “Il lavoro è vita:#bastamortisullavoro”. “Su questo territorio, da anni, Cgil Cisl Uil lavorano con le istituzioni e tutti i soggetti preposti per prevenire incidenti e infortuni sul lavoro – dicono ancora Mancin, Alloni e Fratus -. È fondamentale ricordare che la prevenzione e l’utilizzo costante di dispositivi individuali di protezione, permettono nella maggior parte dei casi, di salvaguardare l’incolumità di chi quotidianamente svolge la sua professione; far crescere la cultura della sicurezza significa responsabilizzare tutti gli attori, affinché investire sulla sicurezza e sulla formazione dei lavoratori non sia percepito solo un costo ma sia una priorità e una sfida per crescere in competitività e qualità.”.

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I sindacati brianzoli piangono due morti

In Brianza, nel giro di due giorni, due lavoratori hanno perso la vita e un altro è gravissimo, dopo un incidente su lavoro. È inaccettabile che, ancora una volta, si debba parlare di chi ha perso la vita sul proprio posto di lavoro, fatti tragici che si verificano purtroppo con drammatica frequenza. Ed è altrettanto inaccettabile chiamare puntualmente in causa la fatalità o il rischio legato a certe attività. Nel territorio Cgil Cisl Uil lavorano con le istituzioni e tutti i soggetti preposti per prevenire incidenti e infortuni sul lavoro, ma purtroppo questo non è sufficiente. L’indispensabile inversione di tendenza passa attraverso investimenti mirati e continui sulla sicurezza, sulla formazione, sulla prevenzione e sui controlli. I settori più a rischio necessitano di adeguati interventi programmati, non di saltuarie misure tampone. Anche perché un sistema sano si basa soprattutto su controlli specifici che, sul campo verifichino con regolarità l’applicazione di norme e regolamenti.

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