Inseguimento nel fiume Serio a Cologno: gli agenti del Commissariato di Polizia hanno arrestato ieri uno spacciatore che riforniva gli studenti delle scuole del territorio. Un’operazione che è stata condotta con l’unità cinofila della Polizia locale di Treviglio.

Inseguimento

Tutto ha avuto inizio a Treviglio, a seguito di controlli antidroga nelle scuole superiori. Sono state rinvenute infatti delle bustine contenenti residui di stupefacente. Le informazioni raccolte indicavano come probabile luogo di provenienza un parchetto situato a Cologno Al Serio, sulla sponda del Fiume Serio. Gli agenti si sono recati sul posto e hanno individuato due spacciatori che alla vista della Polizia hanno cercato di dileguarsi, dando vita a un inseguimento.

Fuga nel Serio

Il primo si è tuffato immediatamente nelle acque fredde del fiume Serio per scomparire infilandosi probabilmente nella vegetazione della sponda opposta. Il secondo, invece, al momento del blocco reagiva con violenza spintonando e colpendo con calci un Sovrintendente Donna, per poi buttarsi pure lui nel fiume. La Sovrintendente ha comunque continuato l’inseguimento a piedi e la caccia all’uomo lungo le sponde del fiume, con le comprensibili difficoltà per l’acqua, i cespugli e i rovi presenti.

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L’arresto

Dopo un lungo inseguimento veniva però premiata la determinazione e finalmente il fuggitivo veniva bloccato e ammanettato ormai nel territorio de comune di Urgnano. Nel luogo della colluttazione veniva individuata dal cane “Trevi”, occultata in un cespuglio, una scatola contenente ancora residui di stupefacente e un bilancino di precisione. L’arrestato è stato condotto al Commissariato e sottoposto a rilievi fotodattiloscopici: si tratta di Z.H., 19enne cittadino marocchino, in Italia senza fissa dimora.

Al via l’iter per l’espulsione

Nella mattinata odierna il giovane è stato accompagnato al Tribunale di Bergamo per il giudizio direttissimo, dove è stato convalidato l’arresto e rinviata l’udienza al 14 maggio 2019. Nel mentre è stata fatta la segnalazione all’Ufficio Immigrazione della Questura di Bergamo per l’avvio della procedura per l’espulsione. La Sovrintendente è stata poi medicata al pronto soccorso e giudicata guaribile in 8 giorni, ma rientrava comunque subito in ufficio per procedere alla redazione degli atti e riprendere regolare servizio antidroga anche al fine di individuare l’identità del secondo fuggitivo attraverso le foto segnaletiche e le impronte sulla scatola e sul bilancino sequestrati.