Erano vicini di casa Luca e Matteo, investiti dopo la lite in discoteca per futili motivi. Entrambi di Borgo Palazzo, entrambi appassionati di calcio. Uno frequentava il Mamoli e l’altro il Galli. E di sicuro non si aspettavano che una serata spensierata al Setai di Orio potesse trasformarsi in una vera e propria tragedia.

Investiti dopo la lite in discoteca

Stavano rientrando a casa in sella a una Vespa 125 dopo una serata in discoteca, al Setai di Orio al Serio. Una serata spensierata, adombrata solo da un piccolo screzio con un uomo più grande. Una scena a cui tutti abbiamo assistito una volta o l’altra in qualche locale. Un apprezzamento di troppo a una ragazza, un fidanzato geloso, qualche parola di troppo.

Ma questa volta la lite non si è fermata lì. S.M. 33enne di Curno, alterato dall’alcol che aveva bevuto e che i poliziotti gli hanno trovato nel sangue anche qualche ora dopo l’accaduto, è uscito dalla discoteca e a bordo della sua Mini Cooper si è lanciato all’inseguimento dei due ragazzi. Li ha tamponati violentemente, forse per vendicarsi dello “sgarro” subito da due ragazzini di 15 anni meno di lui. Luca Carissimi, 21 anni, è morto. Matteo Ferrari, 18 anni, è rimasto a lungo ricoverato in gravissime condizioni in terapia intensiva al Papa Giovanni XXIII di Bergamo.

Omicidio stradale e omissione di soccorso

Dopo aver speronato i due giovanissimi il 33enne di Curno si è dato alla fuga. Solo qualche tempo dopo si è presentato spontaneamente dalla Polizia raccontando quello che aveva fatto. Nonostante il tempo trascorso l’uomo è risultato positivo all’alcool test. Dopo essere stato arrestato ha avuto un malore ed è stato portato in ospedale. A suo carico le accuse di omicidio stradale e di omissione di soccorso. Distrutta dal dolore la famiglia di Luca, il padre si è detto sconvolto “per il disprezzo della vita umana”.

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Il post del sindaco Gori

Anche il sindaco di Bergamo Giorgio Gori ha commentato la notizia su Facebook con un post che ha commosso molti. “Quando succede una cosa così – scrive – quando si perdono due giovani vite per il più stupido dei motivi è tutta una città che piange, non solo due famiglie. E’ tutta la città che si chiede come sia possibile, che cerca un senso di fronte ad una tragedia che devasta il cuore”.

 

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