La villa di Sergio Bramini, l’imprenditore fallito per colpa dello Stato, è stata acquistata da Federico Zheng, cinese, da 18 anni in Italia, residente a Cassano d’Adda e titolare della catena di supermercati (sempre con sede a Cassano) 999.

La villa di Bramini comprata dal re dei supermercati

Ha quarant’anni, è sposato e ha tre figli. Abita a Cassano, dove ha costruito la sua fortuna con la catena di supermercati 999. E ora è anche il proprietario di una mega villa comprata all’asta. E’ l’identikit di Federico Zheng, imprenditore cinese salito alle cronache in questi giorni per un acquisto molto particolare.

Casa di Bramini

Qualche giorno fa, in occasione della vendita all’asta della sua abitazione di via Sant’Albino a Monza, Sergio Bramini aveva dichiarato che nessuno aveva avanzato delle offerte per la sua villa nel cuore del quartiere monzese al di là del canale. La villa, lo ricordiamo, gli era stata tolta lo scorso 18 luglio dal Tribunale fallimentare. E la vicenda era balzata agli onori della cronaca nazionale, trasformando Bramini in una sorta di simbolo per i tanti imprenditori piegati dalla crisi e dai ritardi nei pagamenti. Tanto da essere invitato a parlare al Parlamento europeo, in radio e televisioni, diventando consulente del ministro Luigi Di Maio subito dopo l’elezione del Governo giallo-verde.  In un video, l’imprenditore monzese che con la sua Icom si era ritrovato in rovina dopo che le pubbliche amministrazioni avevano smesso di pagarlo, accumulando nei suoi confronti oltre 4 milioni di debiti, si era dichiarato ottimista nell’esito della vicenda.

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L’asta e il giallo

Ma venerdì scorso, l’imprenditore cinese ha presentato la sua offerta, salvo poi non rispondere alla chiamata del delegato alla vendita all’asta, che era stata, infatti, dichiarata deserta. Sul tavolo, però, era rimasta la busta con l’offert, che poi è stata accettata.

Cosa succederà?

Zheng si è reso conto solo dopo di cosa si nascondesse dietro quella vendita all’asta. E ora, appresa la vicenda, sembra che l’uomo sia pronto a fare un passo indietro. Sempre che non debba rimetterci la penale da 50mila euro prevista in casi simili. Sulla penale, però, è stato lo stesso Bramini a dichiarare la volontà di pagarla al posto suo. E ha poi aggiunto che farà ricorso. L’imprenditore santalbinese, infatti, aveva presentato un’offerta qualche giorno prima al curatore fallimentare, con l’aiuto dei fondi raccolti negli ultimi mesi con Credito Italia. Creditori e banche, secondo Bramini, si erano dette favorevoli. Mancava soltanto il sì del curatore.

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