Le falene invadono le stanze dei malati nel reparto di Medicina al settimo piano dell’ospedale di Treviglio. Una situazione che ha fatto arrabbiare i parenti di parecchi pazienti.  Ma l’Asst precisa: “Nessun rischio per la salute, e la situazione è già quasi risolta”.

Falene in corsia

A rendere pubblica la vicenda è stata la parente di uno dei pazienti, che martedì ha girato un video e scattato fotografie di decine e decine di falene, farfalle notturne spesso attratte dalle luci. Nel reparto ci sono infatti anziani in gran parte non autosufficienti e quindi i famigliari temono che le falene possano finire anche nelle bocche spesso aperte per via dei sondini. Il fatto è stato  fatto presente anche al personale sanitario, il quale ha poi interessato la direzione.

I familiari: “Situazione assurda”

“Non è ammissibile che un ospedale venga invaso dalle farfalle – ha commentato una parente  – E’ vero che sono insetti innocui e che non sono pericolose come le api, ma visto il tipo di degenti, perlopiù anziani non autonomi, il rischio è che si infilino nei letti o peggio ancora nelle bocche dei malati. E’ assurdo, anche perché non stiamo parlando di due o tre farfalle, ma di diverse decine”.

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La replica della Asst: “Nessun danno alla salute”

“La presenza occasionale di insetti notturni, come le falene, non può ritenersi remota in una struttura come l’Ospedale di Treviglio – ha fatto sapere l’Asst Bergamo Ovest –  tali insetti sono, infatti, di norma attratti dall’illuminazione diretta. La letteratura scientifica non riporta evidenze di danni diretti alla salute umana dal contatto con tali insetti. Dopo questa segnalazione, comunque, l’azienda ha chiesto agli operatori, limitatamente a questo periodo dell’anno, di sorvegliare sulla chiusura delle finestre delle stanze dei pazienti”. Già mercoledì sera, la situazione era quasi del tutto risolta, con la presenza di  poche farfalle. Sulle finestre sono stati inoltre affissi cartelli per chiedere di non aprire le finestre”.

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