Non ce l’ha fatta il calciatore della Polisportiva Juventina Covo colpito ieri sera a Covo da un malore improvviso mentre si allenava in campo. Giandomenico Rizzi, 47 anni, di Fornovo, è morto poche ore dopo il ricovero in ospedale a Bergamo.

Malore in campo

Rizzi ieri sera, mercoledì, si stava allenando insieme ai compagni della squadra dell’oratorio, che milita nel campionato CSI categoria Dilettanti. Era in porta, ieri sera, nonostante normalmente giocasse come terzino. Con la squadra  stava giocando una “partitella” di allenamento. Una serata piuttosto blanda:  non avendo la Juventina partite importanti all’orizzonte. All’improvviso Giandomenico si è accasciato a terra, privo di sensi. Immediati i soccorsi da parte dei compagni di squadra che hanno anche utilizzato il defibrillatore automatico esterno presente in campo, ma le sue condizioni sembravano molto serie già all’arrivo dell’elisoccorso. Adrenalina, ossigeno, massaggio cardiaco. I soccorritori hanno fatto di tutto per rianimare l’uomo, prima di trasportarlo in elicottero al Papa Giovanni XXIII.

I compagni in ospedale

I compagni di squadra hanno dunque raggiunto Giandomenico in ospedale pochi minuti più tardi, dove i medici hanno continuato la rianimazione tentando il tutto per tutto anche  con un’operazione d’emergenza, ma dopo diverse ore è stata comunicata la terribile notizia. Stamattina si è tenuta l’autopsia: si indaga per capire se l’origine del malore fosse un problema cardiaco congenito.

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Padre di famiglia, aveva tre figli

Sposato e padre di tre figli, due femmine e un maschietto, Giandomenico era molto attivo nel suo paese, Fornovo. Lavorava alla Bidachem come operaio e in passato aveva avuto anche un passato nella politica locale, essendosi candidato per il Consiglio comunale nel 2006 con Francesco Tadini. “Lo conoscevamo tutti, spesso si dava da fare per il paese, in oratorio e nelle associazioni – così lo ricorda il vicesindaco di Fornovo Fabio CarminatiDopo Roberta Baita nel giro di pochi mesi Fornovo ha perso anche un altro giovane e quando succedono queste cose il lutto colpisce tutta la cittadinanza. Perdiamo un amico. L’unica cosa che si può fare è stringersi attorno alla famiglia e mandare un saluto a chi con impegno e dedizione ha dato tempo ed energie per il suo paese”.

Avevano vinto il campionato

“Tifoso sfegatato della Juventus, con lui avevamo festeggiato il campionato vinto quest’anno – così lo ricorda un compagno di squadra – Era sempre il primo a mettersi in gioco, sebbene avesse qualche anno in più rispetto al resto del gruppo, e non mancava mai. Sempre disponibile e solare con tutti. Non possiamo ancora credere a cos’è successo”

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