Mamma  morta per aneurisma dona gli organi e le figlie lanciano un appello perché chi ha ricevuto il suo cuore le contatti.

Mamma morta a soli 57 anni

“Ci piacerebbe conoscere chi ha ricevuto il cuore della nostra mamma, la privacy ce lo impedisce, ma se volesse contattarci…”. E’ la preghiera che viene dall’animo provato di due sorelle di Pontirolo, la 32enne Valentina e la 16enne Giulia, figlie della corista e volontaria Pinuccia, stroncata da un aneurisma celebrale a soli 57 anni. Loro, che nel 2011 avevano già perso il padre, nei giorni scorsi hanno dovuto dire addio anche alla madre.

Il divieto di conoscere i donatori

Un desiderio più che comprensibile, umano quello espresso dalle due ragazze. D’altra parte la legge tutela la privacy del paziente trapiantato e dei parenti del donatore per consentire a entrambi di poter ricominciare una vita più serena e normale possibile. Una norma apparentemente fredda, ma che ha una ratio precisa legata alla psicologia delle persone coinvolte. La donazione sconvolge le famiglie coinvolte e il trapianto prova profondamente la salute del ricevente. La possibilità di ricevere informazioni, seppur tutelate dalla privacy, è comunque possibile previa richiesta all’autorità competente e colloquio psicologico.

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