“Il paese è fermo, la produzione industriale ristagna e il PIL è vicino allo zero. L’unico dato che tragicamente ci tocca contare in positivo sono gli infortuni anche mortali che coinvolgono lavoratori bergamaschi settimanalmente”.  Così, i responsabili della sicurezza di CGIL CISL UIL Bergamo, Angelo Chiari, Danilo Mazzola e Saverio Capuzziello, dopo la notizia della morte del giovane operaio di Romano Alessandro Vezzoli e dei due operai ustionati a Brescia, uno dei quali è bergamasco (LEGGI QUI su BresciaSettegiorni.it)

Ancora infortuni:  “Manca cultura della sicurezza sul lavoro”

Il riferimento è alla morte  del 28enne,  dopo un  incidente sul lavoro avvenuto giovedì mattina in un cantiere di Milano.  “Incidenti gravi e mortali che addolorano e lasciano nella tragedia intere famiglie. Infortuni che non sono il dazio da pagare quando si lavora  come qualcuno tende a giustificare, ma frutto di mancanza di cultura della salute e sicurezza nei luoghi di lavoro, che spesso tante imprese mettono in secondo piano. Le denunce quasi quotidiane che come sindacato abbiamo più volte evidenziato purtroppo restano inosservate. Se la cultura della prevenzione legata alla formazione, seppur importante, non da i risultati attesi è necessario passare all’azione di repressione e di controllo rafforzando le strutture locali di ATS e INAIL in modo che chi non rispetta le regole venga penalizzato”.

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A Brescia ustionati due operai

L’altro incidente citato è avvenuto questa mattina attorno alle 8.50 in località Caionvico, a Brescia.  Un uomo di 29 anni e uno di 33 sono rimasti ustionati dopo un’esplosione causata dall’utilizzo di gas.  I due feriti sono stati intubati e portati d’urgenza al Civile di Brescia e al Niguarda in codice rosso a causa delle gravi ustioni.

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