Assolti perché il fatto non costituisce reato. Si è conclusa così, ieri in Tribunale, la vicenda, iniziata nel 2016, che ha coinvolto una famiglia di Spirano. La coppia aveva scelto il parto in casa, ma il bimbo è nato morto. I genitori, 39 anni lei e 37 lui, sono stati assolti.

Bimbo nato morto

La vicenda, soprattutto a Spirano, dove la coppia viveva con le altre due figlie di 5 e 6 anni, aveva fatto molto discutere. La notte tra il 6 e il 7 febbraio per Selva Tagliati e Andrea Mastinu doveva essere un momento di gioia: l’arrivo del terzo figlio. Avevano optato per il parto in casa, più adatto al loro stile di vita, ma qualcosa non ha funzionato. Zeno, così l’avevano chiamato, è nato morto. Da subito è parso difficile capire se il bimbo fosse nato già morto o se il decesso fosse stata una conseguenza del parto.

Accusati di omicidio colposo

Il parto era stato complicato: il bimbo si presentava in posizione podalica e per questo motivo nemmeno quattro consulenze presentate durante il processo hanno potuto stabilire come e quando fosse intervenuta l’anossia, stabilita quale causa del decesso del piccolo Zeno. I genitori erano stati accusati di gravi omissioni, un comportamento che aveva spinto il pm Davide Palmieri a chiedere la pena di un anno e quattro mesi di reclusione per entrambi.

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Il parto in casa

Selva e Andrea, artisti di strada che in estate sono soliti trasferirsi al mare dove gestiscono un noleggio di biciclette, avevano scelto il parto in casa ispirandosi al metodo del medico Michel Odent. Lo avevano già fatto con le prime due figlie, ma in quell’occasione ad assistere la donna c’era anche un’ostetrica. Quella notte, invece, accanto alla madre c’era solo il marito Andrea. Questo, e l’assenza durante la gravidanza dei controlli (come una banale ecografia che avrebbe individuato la posizione podalica del bambino) sono i punti fondamentali su cui si è retta l’accusa.

La difesa

Diversa, invece, la tesi della difesa sostenuta dagli avvocati Filippo Nava ed Emanuela Martinini che hanno richiesto l’assoluzione. Per loro non esiste alcun nesso di causalità tra le contestazioni a loro carico e la morte del piccolo che, è possibile, fosse deceduto ancor prima del parto. Il gup Vito Di Vita, ieri, ha deciso per l’assoluzione. In lacrime i genitori che possono chiudere un doloroso capitolo.