Picchiata a sangue da marito ubriaco, in manette per lesioni gravi un 45enne indiano. E’ successo ieri notte a Camisano.

La richiesta d’aiuto al 112

L’allarme è scattato intorno all’1 di ieri quando alla stazione dei carabinieri di Crema è giunta la richiesta di aiuto da parte di una donna indiana, residente a Camisano la quale, a fatica, faceva capire di essere stata aggredita dal marito. Sul posto è stata inviata immediatamente una pattuglia dei carabinieri che ha subito constatato la veridicità di quanto raccontato dalla moglie. In casa, infatti, era presente il marito, 45enne, operaio, palesemente alterato dai fumi dell’alcol che aveva messo a soqquadro tutte le stanze rompendo diversi soprammobili ed elettrodomestici. Presenti anche i tre figli, di cui due minorenni, che apparivano sconvolti da quello che era accaduto.

In una pozza di sangue

La donna è stata trovata in camera da letto dove giaceva quasi incosciente in una pozza di sangue. Poco prima era riuscita a chiedere aiuto telefonicamente, poi stremata era rimasta a terra senza forze. Le condizioni della 41enne hanno richiesto subito l’intervento del personale sanitario del 118. La moglie, infatti, aveva una grave ferita al volto (naso e bocca) dalla quale aveva già perso molto sangue e respirava a fatica. Caricata sull’ambulanza è stata quindi trasportata all’ospedale di Crema dove è stata medicata e tenuta in osservazione.

Lei in ospedale, lui in manette

La 41 enne, infatti, ha riportato una grave frattura al setto nasale e in seguito ad esami più approfonditi è stata ricoverata in attesa di subire nei prossimi giorni un intervento chirurgico per ridurre le gravi fratture patite al volto. Nel frattempo, il marito violento è stato arrestato per lesioni gravi da parte del comandante della stazione, il maresciallo Marco Prete, e su disposizione del pm della Procura della Repubblica di Cremona è stato portato in carcere.

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La tutela in caso di violenza domestica

La legge 119/2013 consente particolari tutele in caso di violenza domestica tra cui il gratuito patrocinio per le persone meno abbienti, l’anonimato per i vicini di casa che segnalano le violenze, il rilascio del permesso di soggiorno per motivi di giustizia in caso fossero vittime di violenza tra le mura di casa.
“Spesso accade che le donne siano vittime anche di molestie ed atti persecutori da parte di ex compagni, mariti, fidanzati e colleghi di lavoro che si traducono, a volte, anche in azioni violente. La vittima, in questi casi, avverte una persistente grave sensazione di paura ed ansia tanto da alterare le proprie abitudini di vita – ha fatto sapere l’Arma in una nota – E’ possibile intervenire risolutamente, se la problematica viene rappresentata alle forze dell’ordine sul nascere, adottando provvedimenti amministrativi quali la diffida e l’ammonimento che non sono vere e proprie misure coercitive o giuridicamente rilevanti nei confronti dell’aggressore ma costituiscono una sorta di difesa/barriera ed una forma di deterrenza efficace, soprattutto nei confronti di quei molestatori che non hanno mai avuto problemi con la legge”.

Conferenza con Con-Tatto

A settembre con l’aiuto della rete Con-Tatto (Sindaci, assistenti sociali, volontari associazioni a difesa delle vittime di violenza e Forze dell’ordine) che opera su tutto il territorio cremasco, verranno svolte diverse conferenze invitando, in particolare, le donne straniere che sempre più spesso sono ignare vittime delle possibilità di aiuto che la legge offre, al fine di svolgere un’efficace azione preventiva.