Niente concessione del porto d’armi agli agenti di Zingonia per difesa personale. Respinta dalla Prefettura la richiesta di un agente di poter portare sempre con sè la pistola di ordinanza per difendersi da ritorsioni e pericoli. I parlamentari della Lega Pergreffi, Belotti e Invernizzi hanno presentato un’interrogazione al ministro degli interni sulla questione.

Negato il porto d’armi agli agenti di Zingonia

La prefettura ha respinto la richiesta (sempre approvata negli scorsi anni) degli agenti di Polizia locale che operano nei Comuni dell’area di Zingonia di poter avere a disposizione la pistola di ordinanza anche al di fuori degli orari di lavoro e del territorio di competenza. Nella richiesta presentata alla Prefettura si sottolineava il pericolo rappresentato dalla possibilità di subire ritorsioni viste le particolari problematiche del territorio. Ma secondo la Prefettura le motivazioni addotte dagli agenti non sarebbero sufficientemente valide.

Interrogazione parlamentare

Il caso arriverà anche in Parlamento. Daniele Belotti, Simona Pergreffi e Cristian Invernizzi hanno annunciato infatti la propria intenzione di presentare un’interrogazione al ministro degli Interni sulla questione. “La richiesta del porto d’armi per difesa personale per gli agenti dei Comuni dell’area di Zingonia – scrivono nell’interrogazione i parlamentari della Lega – è motivata dall’alto tasso di criminalità nonché le frequenti azioni di prevenzione e repressione che vedono i comandi di polizia locale intervenire in proprio o in supporto di carabinieri e polizia nella lotta al degrado, allo spaccio, alla prostituzione in particolare nell’area delle torri Anna e Athena e nella zona di piazza Affari”.

Dimezzati i rilasci di porto d’armi

“Inoltre da notizie di stampa pubblicate in data odierna – continuano – pare che la Prefettura di Bergamo dal 2016 abbia negato il porto d’armi per difesa personale agli agenti di Polizia locale in servizio nei comuni di Ciserano e Verdellino, che da anni consentiva loro di detenere una pistola anche al di fuori dell’orario di servizio. Da ulteriori verifiche risulterebbero revocati i porto d’armi anche di altri agenti di polizia locale”. Stando ai dati del 2016 la Prefettura di Bergamo ha dimezzato il rilascio dei porto d’armi passando dai 273 del 2015 (a fronte di circa 350 richieste) ai 134 del 2016 (335 le domande). Inoltre – proseguono – chiediamo di valutare il rilascio, ove richiesto, del porto d’armi agli agenti di polizia locale per difesa personale, visto che i comandi di polizia locale non svolgendo più solo interventi legati alla viabilità, ma sempre più spesso di pubblica sicurezza, hanno personale addestrato all’uso di armi da fuoco, oltre che la dotazione di idonei strumenti di difesa personale uniforme su tutto il territorio nazionale (attualmente sono iniziative di singole regioni, come la Lombardia, e di alcuni comuni) e la possibilità di accedere ai sistemi di identificazione tramite fotosegnalazione, oggi possibile solo tramite i carabinieri o la polizia, con un notevole allungamento dei tempi operativi di intervento, aggiornando così la normativa sulla polizia locale che risale agli anni ottanta”.

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“Dobbiamo alzare il livello di guardia”

I deputati Belotti e Invernizzi e la senatrice Pergreffi si fanno portavoce anche del territorio visto che i sindaci di Verdellino e Ciserano sostengono convintamente le richieste dei propri agenti di polizia locale, consci dell’alto grado di rischio della loro attività in un territorio così critico. Del resto tutte le istituzioni, comuni dell’area, Provincia, Regione e la stessa Prefettura, sono impegnate da anni nel progetto di riqualificazione di Zingonia che porterà a breve alla demolizione delle torri Anna e Athena, “Di fronte a questa azione – concludono – che va a ripulire la principale area di spaccio della Bergamasca, il livello di guardia deve salire in prospettiva di eventuali vendette da parte delle bande di spacciatori, motivo per cui vanno ulteriormente tutelati tutti gli operatori di sicurezza della zona, visto che, come dichiarato alla stampa da un agente in servizio a Zingonia, gli spacciatori sanno chi sono, dove abito, chi sono i membri della mia famiglia. Mi sentirei più tutelato ad avere sempre con me una pistola”