Si è consegnato spontaneamente e adesso si trova dietro le sbarre del carcere di Bollate. Sabato mattina il prete pedofilo, l’ex don Mauro Inzoli, si è presentato volontariamente per essere poi trasferito in carcere dove dovrà scontare la pena di 4 anni, 7 mesi e 10 giorni di reclusione. L’accusa è di abusi sessuali su minori aggravati dall’abuso di autorità.

Prete pedofilo in carcere

La Corte di Cassazione, infatti, lo scorso marzo ha respinto il ricorso presentato da Inzoli, 68 anni, ex esponente di spicco di Cl e fondatore del Banco Alimentare di Crema, confermando la condanna inflitta con la sentenza d’appello lo scorso 21 settembre. Quattro anni, 7 mesi e 10 giorni per aver abusato tra il 2004 e il 2008 di otto ragazzini tutti tra i 12 e i 16 anni.

I risarcimenti

Dopo le denunce il primo provvedimento arrivò dal Vaticano. Nel 2017, infatti, Papa Francesco lo ridusse allo stato laicale. Fu uno scandalo. A Crema, “don Mercedes” (com’era chiamato da molti) era considerato come un punto di riferimento di Cl, guida della onlus “Fraternità”, parroco della centrale chiesa della Santissima Trinità e rettore del liceo Shakespeare. Ai ragazzini, tutte vittime di abusi perpetrati anche durante i momenti di villeggiatura, l’ex prete ha riconosciuto un risarcimento di 25mila euro ciascuno.