Producevano monete false da 50 centesimi. Ma i Carabinieri li hanno scoperti e arrestati. Nei guai ci è finito pure un 54enne residente a Villa d’Adda.

Monete false, tre in arresto

Tutto nasce nella provincia di Pavia. Il Comando Provinciale Carabinieri di Pavia, all’interno del normale quadro di controllo del territorio, ha infatti appreso da fonti locali che vi era un interessamento di soggetti, provenienti da altre provincie, ad eleggere la zona industriale di Villanterio quale base operativa per attività illecite. La notizia veniva quindi incrociata con il database dei controlli effettuati dai militari dell’Arma nell’ambito della circolazione stradale e della vigilanza agli esercizi pubblici. Riscontrando effettivamente che alcuni soggetti, tutti con precedenti penali per la produzione e commercializzazione di monete contraffatte, e tutti con precedenti di mestiere nell’ambito della metallurgia o della meccanica, erano stati notati nei pressi di quella località. Immediato è stato quindi il coinvolgimento dei Carabinieri dell’Antifalsificazione Monetaria di Roma, reparto specializzato nel contrasto al traffico di valuta falsa, considerato dalla BCce riferimento per l’antifalsificazione monetaria.

Il blitz dei Carabinieri

Grazie alle grandi competenze dei militari giunti da Roma e alle notizie acquisite dai Carabinieri di Pavia, è stata presto individuata come possibile base del gruppo criminale una struttura dismessa all’interno di un deposito di bevande in uso ad uno dei soggetti coinvolti. L’irruzione, avvenuta il pomeriggio di lunedì 9 luglio, ha permesso di trarre in arresto tre dei soggetti. Ovvero N. D., Classe 1947 da Reggio Calabria, residente a Torino, G.M. Classe 1963 da Rovigo, residente nel torinese e M.C. Classe 1964 da Como, residente a Villa d’Adda. Tutti e tre sorpresi nella flagranza di produzione di monete metalliche da 50 centesimi di euro. Gli stessi utilizzavano un sistema industriale di presse meccaniche unitamente ai coni realizzati artigianalmente con sistema elettrolitico e vero cuore di tutta l’attività.

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Sequestrati i campioni e i macchinari

Nell’operazione, insieme ai macchinari, sono state inoltre sequestrate oltre 250 monete che costituivano un campionamento per testare la capacità produttiva e la qualità del prodotto realizzato. L’attività della zecca clandestina era infatti verosimilmente nelle fasi iniziali e la produzione effettuata fino a quel momento si dovrebbe aggirare nell’ordine di qualche migliaio di monete vendute a circa il 50% del loro valore nominale. Il macchinario utilizzato dai falsari, a pieno regime, avrebbe consentito di coniare circa 2.000 monete al giorno, verosimilmente destinate a commercianti collusi, operanti nelle varie provincie italiane ma anche estere, che le avrebbero reimmesse in circolazione nella loro normale attività.