I richiedenti non avevano mai abitato a Treviglio ma hanno richiesto e beneficiato del reddito di cittadinanza senza averne diritto. A scovarli è stata l’Amministrazione comunale che ha trasmesso le segnalazioni all’Inps e promette di proseguire con i controlli.

Reddito di cittadinanza, due furbetti a Treviglio

Non appena messi a disposizione gli strumenti per accedere ai dati relativi al reddito di cittadinanza, l’Amministrazione comunale e gli uffici hanno attivato subito i primi controlli anagrafici, evidenziando alcune incongruenze che sono state puntualmente segnalate all’Inps. In particolare due risultano non essere mai transitate nel territorio di Treviglio, ma residenti in altri Comuni.

Deceduto col reddito? Inps rassicura

Il Comune di Treviglio aveva segnalato anche tre richieste di altrettante persone risultate decedute negli ultimi 4 mesi. L’Inps, però, ha rassicurato: “Le richieste erano state avanzate mentre i cittadini erano in vita e sono risultati idonei – hanno spiegato – I decessi vengono trasmessi in automatico e vanno ad aggiornare le banche dati che interrompono qualsiasi erogazione”.

Prandina: “Il pasticcio del reddito di cittadinanza”

“Questi controlli sono un segnale di equità sociale – commenta il vice sindaco Pinuccia Prandina – È stato fatto un pasticcio con il reddito di cittadinanza, negando per troppo tempo ai comuni la possibilità di sapere nominativi e importi dei beneficiari. Appena abbiamo avuto le credenziali abbiamo iniziato i controlli, rilevando le prime discrepanze opportunamente segnalate all’Inps”.

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Il sindaco: “Proseguono i controlli”

Duro anche il sindaco Juri Imeri: “Il rispetto delle regole è fondamentale e questa attività di controllo conferma la nostra attenzione al tema, che vale anche per case comunali, contributi, regolamenti – ha detto – L’Inps farà le sue valutazioni e noi continueremo i controlli”.

Altri casi in provincia di Bergamo

Solo qualche giorno fa la Guardia di Finanza di Bergamo ha scovato 12 richieste irregolari. Cittadini, italiani e stranieri, che avevano richiesto l’accesso al beneficio pur non avendone titolo.

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