C’è il rischio che per smaltire i rifiuti sequestrati a marzo sull’area della “CF2”, azienda di trattamenti galvanici in fallimento, possa essere chiamato il Comune. Con costi di qualche centinaio di migliaia di euro. Questo il timore del sindaco di Fornovo Gian Carlo Piana nel “question time” che si è tenuto al termine del Consiglio comunale stamattina.

I rifiuti sequestrati alla “CF2”

A inizio marzo i militari della Compagnia di Treviglio, insieme ai colleghi Forestali del Comando Gruppo di Bergamo, a eseguire un maxi sequestro di tonnellate di rifiuti speciali, anche pericolosi, accumulati nel corso del tempo in uno stabilimento dismesso ubicato a Fornovo, lungo la provinciale Rivoltana. Era quello della ditta di trattamenti galvanici “CF2” non più operativa, in quanto in corso la procedura di fallimento. All’interno dei capannoni, esposti tra l’altro alle intemperie, a causa del deterioramento della relativa copertura, sono stati individuati serbatoi e cisterne di sostanze chimiche pericolose, bombole, altri contenitori e liquidi in aree non pavimentate, a contatto diretto col terreno, nonché detriti e materiale inerte, anche metallico, residuo dell’attività industriale. Tra le sostanze chimiche individuate anche l’acido cloridrico, il cianuro di sodio, l’acido solforico, la soda caustica, il cloro ferrico, l’ipoclorito di sodio (candeggina), eternit, acetilene e gas vari contenuti in bombole.

Area sotto sequestro, ma sinora niente è cambiato

Nell’area sono intervenuti anche i tecnici di Arpa Lombardia per le necessarie operazioni di campionamento, al fine di valutare il rischio e l’impatto ambientale dell’imponente massa di rifiuti speciali stoccati indebitamente all’interno dello stabilimento. Il sito è stato posto sotto sequestro dalla Procura e il sindaco Piana nominato temporaneo custode giudiziario. Stamattima al termine della seduta di Consiglio comunale il primo cittadino ha informato i consiglieri sulla vicenda. “L’ordinanza che imponeva lo smaltimento dei rifiuti stoccati all’interno dell’azienda non è stata ottemperata – ha spiegato Piana – Abbiamo informato la Procura e stiamo attendendo sue decisioni”. I destinatari formali del sequestro dell’intera area, allora, furono il legale rappresentante della società proprietaria dell’area e l’amministratore unico della società in fallimento.

Leggi anche:  Zingonia, denunciati quattro spacciatori: sequestrati droga, contanti e una katana

C’è il rischio che sia il Comune a dover intervenire

A stoccare i rifiuti e bonificare l’area potrebbe toccare al Comune di Fornovo. L’area posto sotto sequestro, infatti, ricade sul suo territorio. “La Procura potrebbe intimarci di smaltire i rifiuti stoccati all’interno dell’azienda, per poi rivalerci nei confronti di chi lo avrebbe già dovuto fare – ha concluso il sindaco Gian Carlo Piana, esternando tutta la sua preoccupazione -. Ci sono due fusti di sostanze pericolose, di cui va ben capito di cosa si tratti, oltre a tutto il resto che è stato rinvenuto. Smaltire questo genere di rifiuti ha un costo importante, di qualche centinaia di migliaia di euro”.

TORNA ALLA HOME