Sanitari aggrediti al Policlinico San Marco di Zingonia. Ancora una volta un gesto di violenza nei confronti degli infermieri da parte di un paziente. Sulla questione è intervenuta la Cisl: “L’infermiere e gli  operatori sanitari non sono bersagli: sono alleati del cittadino e tutti ci dobbiamo impegnare per aumentarne la sicurezza e la fiducia”.

Sanitari aggrediti al Policlinico San Marco

Ancora una volta un paziente ha aggredito gli operatori di un ospedale. E’ successo ieri al Policlinico San Marco di Zingonia.Un paziente molto agitato, che era stato sedato dal medico del 118, è stato trasportato in ambulanza all’ospedale per delle indagini neurologiche. Quando si è svegliato gli stavano facendo una tac e l’uomo era visibilmente confuso e spaventato. Quando gli infermieri gli si sono avvicinati per tenerlo fermo ed evitare che potesse farsi del male l’uomo ha distribuito graffi e percosse ai malcapitati sanitari che, nonostante questo, hanno deciso di non sporgere denuncia. “Gli infermieri – ha detto un membro del personale infermieristico del Policlinico – non ritengono che l’uomo sia responsabile delle proprie azioni e non lo denunceranno. Speriamo che questo episodio serva a fare in modo che i pazienti non gestibili vengano dirottati in strutture dotate del reparto di psichiatria, come Treviglio o Bergamo, per limitare l’insorgere di questi problemi sia per il personale sanitario che per gli altri pazienti del pronto soccorso”.

Violenze in ospedale, un fenomeno in aumento

Episodi di violenza che sono sempre più frequenti, come ha rimarcato Caterina Dezio della Cisl Fp. “L’esposizione al fenomeno delle aggressioni fisiche e verbali, ai danni degli operatori, sanitari e non, il più comunemente definito personale di front office, si sta allargando a macchia d’olio su centro città e periferia, e sta assumendo una caratteristica di non eccezionalità che spaventa. E’ un fenomeno che mette in crisi i servizi e le unità operative che, oltre alla gravità del gesto, in un periodo di assenze programmate per ferie, ci si trova a dover fare i conti con ulteriori assenze per infortunio degli operatori. L’incremento dei livelli di aggressività di parenti e pazienti, nei confronti del personale medico e sanitario, si trasformano in puri episodi di violenza inaudita e gratuita, che ledono la dignità professionale di ognuno”.

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Le conseguenze delle aggressioni sul personale ospedaliero

“Il luogo di lavoro viene vissuto come altamente rischioso per la propria incolumità – prosegue Dezio – e di conseguenza lo stress dei lavoratori aumenta sempre di più, incidendo pesantemente nella qualità del servizio reso ai cittadini. Il Datore di Lavoro deve certamente valutare tutti i rischi presenti sul luogo di lavoro. Le conseguenze per il singolo operatore, oggetto di violenza, variano notevolmente: dalla
demotivazione allo svilimento del lavoro svolto, allo stress, all’assenteismo, alla paura e al peso di recarsi negli stessi luoghi che non sono stati sicuri per l’operatore, ai danni della salute fisica o psicologica. Lo stesso vale per i colleghi che rimangono, a tutti gli effetti, vittime indirette, in quanto osservatori impotenti degli atti di violenza subiti dai colleghi; domani potrebbero essere le prossime vittime direttamente coinvolte. La violenza, oltre ad essere sempre da condannare, quindi, può avere ripercussioni sull’insieme dell’organizzazione; per chi lavora diventa difficile dare il meglio di se stesso in queste condizioni, in un ambiente dominato dal timore e dal risentimento”.

I precedenti

“E’ documentato che gli episodi di violenza si verificano più frequentemente nelle seguenti aree: servizi di emergenza-urgenza, strutture psichiatriche ospedaliere e territoriali, luoghi di attesa, servizi di geriatria, servizi di continuità assistenziale – conclude Dezio – Già nel passato recente, situazioni simili si sono registrate nei presidi ospedalieri del Papa Giovanni, del Bergamo Est, del Bergamo Ovest e a Ponte San Pietro. La CISL Funzione Pubblica, denunciando il fatto, nonostante l’attenzione che puntualmente porta all’attenzione degli enti e delle proprietà ospedaliere, vuole rendersi portavoce del disagio che vivono i lavoratori in campo sanitario sul territorio bergamasco. La nostra solidarietà e il nostro appoggio alle lavoratrici e ai lavoratori della Sanità da tutta la CISL Funzione Pubblica di Bergamo”.

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