Con l’esecuzione di due ordinanze di custodia cautelare in carcere si è definitivamente conclusa l’operazione antidroga denominata convenzionalmente “MOS” della Compagnia Carabinieri di Treviglio. Sequestrati cocaina e contanti.

Narcotraffico nella Bassa ma non solo

Gli investigatori del Nucleo Operativo e Radiomobile hanno  eseguito un’ordinanza restrittiva a firma del GIP Dott.sa Bianca Maria Bianchi, il tutto nell’ambito di un complesso procedimento penale istruito dal PM Dott. Emanuele MARCHISIO. I fatti in questione cristallizzano il vertiginoso traffico di cocaina radicatosi nella Bassa Bergamasca, ma non solo (la rete dello spaccio si spingeva anche nei Comuni di Mozzo, Curno, Ponte San Pietro, Paladina, Valbrembo, Almé e Villa d’Almé), che ha visto coinvolti a vario titolo ben 10 persone, 7 marocchini, un italiano e due albanesi, con un’età compresa tra i 30 ed i 48 anni, tutti quanti con precedenti penali o di polizia per reati in materia di sostanze stupefacenti.

Le indagini

L’indagine è stata chiamata “MOS” (acronimo che indica la pausa pranzo nelle Forze di Polizia), poiché dalle intercettazioni telefoniche ed ambientali captate dagli inquirenti si è rilevato una sorta di presunzione da parte degli indagati nel ritenere appunto meno efficaci le attività delle Forze dell’Ordine al cambio turno/durante la pausa pranzo, considerazione evidentemente rivelatasi inconsistente data la corposa inchiesta sviluppata.

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Sequestrati cocaina e contanti

Durante le indagini sono stati recuperati in tutto circa 3,5 kg di cocaina e denaro contante per circa 65.000 euro. Come attestato dal GIP del Tribunale di Bergamo, grazie all’indagine dei Carabinieri della Compagnia di Treviglio (BG), il 9 giugno 2015, il GOA della GDF di Brescia ha recuperato ben 9 kg di cocaina sequestrati all’albanese BEQJA Altin, classe 1971, indagato anche in questo procedimento penale. I militari dell’Arma di Treviglio (BG), con il supposto altresì dei colleghi della Compagnia di Bergamo, hanno quindi arrestato EL ATTARI Mouhcine, marocchino 40enne, attualmente domiciliato a Filago (BG) e AZIZ Mahmoud, nato Marocco 18.01.1977, già in carcere per un altro procedimento. Il GIP parla nel suo analitico provvedimento di “soggetti professionalmente dediti al narcotraffico e collocati ad un livello intermedio della catena criminale che alimenta l’attività di spaccio al dettaglio”. A volte la droga viaggiava nascosta all’interno del cruscotto delle autovetture utilizzate dagli spacciatori per postarsi nell’ambito della provincia di Bergamo.

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