Sono ventuno i Comuni lombardi, tra cui Boltiere, che beneficeranno dell’eliminazione della storica tratta D dell’autostrada Pedemontana. Questi Comuni non saranno più obbligati a includere il progetto nel proprio Pgt. L’adeguamento è stato approvato il 20 aprile 2026 dalla Giunta di Regione Lombardia, su proposta dell’assessore al Territorio e Sistemi verdi Gianluca Comazzi e dell’assessore alle Infrastrutture e Opere pubbliche Claudia Maria Terzi.
Modifica alla tratta D: un passo necessario
Questo cambiamento rappresenta un aggiornamento degli strumenti di pianificazione, in risposta all’evoluzione progettuale dell’infrastruttura e alla necessità di superare previsioni non più attuali.
“È una scelta di buonsenso – ha dichiarato Comazzi – che unisce sviluppo infrastrutturale e attenzione alle comunità locali. Abbiamo ascoltato i territori e recepito le loro richieste, abbandonando un tracciato inadeguato. In questo modo, offriamo certezza amministrativa agli enti coinvolti e semplifichiamo il quadro pianificatorio, liberando i Comuni da vincoli urbanistici non più giustificati e favorendo una programmazione più aderente alla realtà.”
“Il provvedimento approvato – ha aggiunto Terzi – recepisce nel Ptr la decadenza dei vincoli riguardanti le aree della cosiddetta Tratta D lunga di Pedemontana, a seguito dell’approvazione del progetto definitivo della variante alla Tratta D breve. Questa è una notizia significativa per i soggetti privati e per gli Enti locali coinvolti nelle province di Monza e Brianza e Bergamo, che potranno finalmente disporre delle proprie aree.”
Comuni liberati dai vincoli

Grazie all’adeguamento del Ptr, i Comuni interessati non dovranno più includere nei propri Pgt il corridoio di salvaguardia urbanistica legato alla tratta non confermata, semplificando così il quadro pianificatorio. Nella provincia di Bergamo, i Comuni coinvolti sono Boltiere, Bonate Sopra, Bonate Sotto, Bottanuco, Brembate, Capriate San Gervasio, Chignolo d’Isola, Filago, Madone, Osio Sopra, Osio Sotto, Suisio, Terno d’Isola. In provincia di Monza e Brianza, invece, i Comuni interessati sono Aicurzio, Bellusco, Bernareggio, Carnate, Cornate d’Adda, Mezzago, Sulbiate, con l’aggiunta di Trezzo sull’Adda per la provincia di Milano.
Critiche da Pd e 5 Stelle
Il Partito Democratico e il Movimento Cinque Stelle considerano questa decisione come un’ammissione dell’inadeguatezza del progetto Bergamo-Treviglio.
“Con questa delibera, la Giunta regionale formalizza lo stralcio definitivo della Tratta D storica della Pedemontana – ha commentato il segretario provinciale del Pd Gabriele Giudici – È la dimostrazione che il progetto della IPB: l’Interconnessione Pedemontana-Brebemi, impropriamente definita autostrada Bergamo-Treviglio, ha perso sia la sua utilità che la legittimazione giuridica.”
“Se l’IPB doveva interconnettere due sistemi autostradali – ha continuato Giudici – la delibera di oggi conferma l’eliminazione del vincolo e del corridoio di salvaguardia urbanistica sulla Tratta D storica, recependo una variante che cambia radicalmente l’assetto. Senza il punto di aggancio normativo previsto dal Piano del governo del territorio, crolla l’intero progetto dell’IPB. Come può essere considerata un’interconnessione un’opera che la stessa Regione ha appena escluso dai propri obiettivi infrastrutturali prioritari?”
Giudici ha inoltre sottolineato che l’adeguamento tecnico rivela un vicolo cieco: “La Regione ha dovuto procedere a questo stralcio per garantire ‘certezza amministrativa’ ai 21 comuni coinvolti, ammettendo implicitamente che il vecchio corridoio di salvaguardia non è più compatibile con l’avanzamento progettuale.” Ha definito la situazione un’ “autorete clamorosa”, poiché liberando il territorio dai vincoli della Tratta D lunga, si ammetterebbe “la mancanza del presupposto logico-giuridico di rete che giustificava la presenza dell’IPB nel PTR.”
Giudici ha poi chiesto alla Giunta Fontana di riconsiderare il progetto.
“Senza la Tratta D storica di Pedemontana, la Bergamo-Treviglio non è più un’interconnessione, ma solo una colata di cemento senza destinazione. È tempo di fermare il progetto IPB e ripensare la mobilità del territorio su basi concrete e aggiornate.”
Movimento Cinque Stelle: la resa della Regione
Il Movimento Cinque Stelle ha espresso una posizione netta, rinnovando l’accusa di sperpero di risorse pubbliche per un’opera che non verrà mai realizzata.
“La decisione della Giunta regionale di rimuovere la Pedemontana dalla programmazione urbanistica nei comuni interessati dalla tratta D certifica l’impossibilità di realizzare l’opera – ha esordito Paola Pizzighini, consigliera regionale M5s Lombardia – Tra ricorsi pendenti, costi insostenibili, territori in rivolta e un impatto ambientale inaccettabile, la Regione Lombardia si arrende. La tratta D, sia breve che lunga, non verrà mai realizzata, e questo stralcio fa cadere i vincoli urbanistici sui terreni interessati, che tornano nella disponibilità dei rispettivi proprietari. Ai cittadini rimane solo lo sperpero di ingenti risorse pubbliche.”