Continuano i disagi nello scalo di Bariano-Morengo, ormai da anni non presidiato. La stazione è nuovamente (o forse perennemente) “sotto attacco”.

Nuovi episodi di vandalismo

Sembra non esserci pace per i pendolari morenghesi e barianesi: oltre ai ritardi cronici, anche i disagi alla stazione, ormai, quasi quotidianamente, nel mirino dei vandali. Prima la panchina di pietra posta lungo uno dei binari spezzata in due; poi, la rottura di alcune finestre della sala d’attesa, i cui vetri sono stati prontamente sostituiti con… lamiere in metallo. Infine l’ultimo episodio lunedì, quando ignoti hanno preso di mira ancora la sala d’attesa, rovinandone il pavimento e alcune panchine con l’estintore presente nella stessa. Questo è stato poi abbandonato appena fuori dalla stazione.

E la videosorveglianza?

Episodi del genere avvengono soprattutto perché la sala d’attesa è perennemente aperta e la stazione è ormai da anni priva di presidio. Diventando così luogo d’incontro anche per lo spaccio.”Non si potrebbero mettere delle telecamere?”, chiedono alcuni cittadini sui social. Altri, a buon diritto, rispondono che sicuramente i vandali le rovinerebbero subito, esattamente come fanno con il luogo stesso.

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Niente colpe all’Amministrazione comunale

Questa volta, però, il problema della sicurezza non sembra da imputare all’Amministrazione comunale, né di Morengo, né di Bariano. “Siamo consapevoli del fatto che la stazione, purtroppo, sia uno dei punti dolenti ormai da diversi anni – ha commentato il primo cittadino morenghese, Alessandra Ghilardi – I locali della stazione sono di competenza delle Ferrovie dello Stato, con cui abbiamo più volte cercato di intavolare una cessione dei locali e della relativa tutela, ma inutilmente. Come amministrazione non eravamo stati assolutamente informati di questo ultimo episodio. Siamo però consapevoli che se non si mette un presidio e non si tenta una riqualifica, il luogo peggiorerà sicuramente. Qualora si dovesse indagare sull’accaduto, prenderemo tutte le misure necessarie per tutelare i pendolari e tutti coloro che usufruiscono di quei locali”.