Solo qualche mese fa era difficile anche solo immaginarlo, ma il D-Day è finalmente arrivato. Questa mattina è stato dato il via alla demolizione a Zingonia. Una vera è propria folla è arrivata nel corso delle operazioni alle famigerate Torri, nella consapevolezza di partecipare a una giornata storica. Ma per chi ogni giorno vive e lavora sul territorio la giornata di oggi non è un punto di arrivo, bensì un punto di partenza.

Game Over, l’ultimo blitz dei carabinieri nelle torri del degrado

Prima della consegna del cantiere sul posto sono intervenuti i carabinieri, per l’ultima di una lunga serie di operazioni ad alto impatto nei palazzoni. Le sei torri sono state controllate piano per piano, alla ricerca soprattutto di abusivi che ancora questa mattina occupavano alcuni degli appartamenti. Ne sono stati trovati 6. Due senegalesi erano all’interno della torre Anna 1, mentre quattro nordafricani sono stati rintracciati e fermati nella torre Athena 1. Alcuni di loro avevano anche dello stupefacente addosso. La quantità più significativa di stupefacente è stata rinvenuta nelle torri Anna, all’interno di una canalina dell’aria nei locali della ex banca. Si tratta di un panetto di hashish con impresso sopra il simbolo dell’euro. Le operazioni sono iniziate prima dell’alba e sono proseguite fino alla tarda mattinata.

Via alla demolizione a Zingonia

In mattinata sul posto sono arrivati anche i mezzi della Vitali Spa, azienda di Cisano Bergamasco che si occuperà della demolizione. Gli operai questa mattina hanno iniziato a posare la recinzione del cantiere, operazione che proseguirà nei prossimi giorni. Il termine massimo fissato per il completamento dei lavori è di 280 giorni ma Luca Vitali, Ad della Vitali Spa si è detto convinto di riuscire a terminare le operazioni in anticipo. Niente esplosivo, con buona pace di coloro che si aspettavano una demolizione spettacolare in grande stile. “Procederemo con la rimozione dei rifiuti e la bonifica dell’area – ha detto Vitali – tra poco più di un mese dovremmo avviare la demolizione vera e propria, con una speciale ruspa dotata di pinze”. E pare anche che il ministro Matteo Salvini dovrà rinunciare a “dare il primo colpo di piccone” come si era augurato nella sua visita a Zingonia dell’11 marzo. “Potremmo farlo salire sulla ruspa – ha detto Vitali – ma manovrarla sarebbe troppo pericoloso”.

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“E’ solo l’inizio”

La lunga attesa per arrivare alla demolizione ha creato la percezione che la giornata di oggi fosse un punto di arrivo. Ma sia il sindaco di Ciserano Enea Bagini che le forze dell’ordine hanno ben chiaro che si tratta solo di un punto di partenza. Non si può e non si deve abbassare la guardia. Anzi, forse il momento più difficile da affrontare è proprio quello che sta per arrivare. Lo hanno spiegato chiaramente questa mattina sia Enea Bagini che il Maggiore Davide Papasodaro, comandante della Compagnia Carabinieri di Treviglio.

La speranza nella riqualificazione

C’è ottimismo nell’aria sotto le torri di Zingonia. Un ottimismo che da queste parti non si respirava più forse dai tempi del fondatore Renzo Zingone. Tanti i verdellinesi che hanno voluto vedere con i propri occhi l’inizio dei lavori di demolizione. Esponenti della Giunta e dell’opposizione, membri delle associazioni, ma anche semplici cittadini. Dall’esito della vendita dell’area delle Torri dipenderà anche il futuro di Verdellino, dato che il ricavato della cessione dell’area verrà utilizzato per progetti di riqualificazione nella cosiddetta “altra piazza di Zingonia”. Presente il sindaco Silvano Zanoli che ha sottolineato come sia necessario ora rimboccarsi le maniche e lavorare per la rigenerazione del territorio.

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