I Carabinieri della Compagnia di Treviglio hanno eseguito nelle ultime 48 ore altre due misure cautelari coercitive applicative dell’allontanamento dalla casa familiare e del divieto di avvicinamento nei confronti di due ex mariti maltrattanti. In entrambi i casi la violenza domestica si trascinava da alcuni anni.

Alcolista minaccia e picchia la moglie a Capriate

A Capriate San Gervasio, i militari della locale Stazione CC hanno eseguito la misura dell’allontanamento della casa familiare con divieto di avvicinamento nei confronti di un disoccupato 50enne di origini campane, responsabile di atti di violenza e minaccia nei confronti della moglie, di qualche anno più giovane di lui, arrivando in alcune circostanze anche a picchiarla e a procurarle così delle lesioni personali. Causa scatenante di tutto ciò, soprattutto nell’ultimo periodo, i problemi di alcolismo dell’uomo, in cura anche al SERT. I fatti in questione risalgono addirittura al 2015 e, nel corso del tempo, sono andati sempre più a peggiorare, sino all’intervento di Carabinieri e Magistratura.

Maltrattamenti aggravati a Osio Sopra

A Osio Sopra (BG), i militari della Stazione CC di Osio Sotto hanno eseguito la misura dell’allontanamento dalla casa familiare con divieto di avvicinamento nei confronti di un 50enne originario della Repubblica Domenicana a cui sono stati contestati i maltrattamenti aggravati. Si parla di ingiurie, minacce ed atti di vessazione psicologica nei confronti della oramai ex coniuge, un’italiana, posti in essere soprattutto negli ultimi due anni. Il tutto avveniva anche alla presenza del figlio minorenne di 11 anni (contestata infatti anche l’aggravante della c.d. “violenza assistita”). Il GIP del Tribunale di Bergamo parla nel proprio provvedimento cautelare di un “regime di vita doloroso” a cui veniva sottoposta da tempo la donna. Dopo la richiesta di separazione avanzata tramite un legale, l’uomo avrebbe assunto un comportamento ancor più violento e disperato. L’epilogo con la misura coercitiva eseguita dai CC nei confronti del maltrattante.

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Violenza domestica, fare rete funziona

In entrambe le situazioni sulle quali hanno indagato i Carabinieri della Compagnia di Treviglio è stata essenziale ancora una volta la collaborazione offerta dai Centri di violenza presenti sul territorio. Un segnale quindi sicuramente positivo del ruolo svolto dalla “rete antiviolenza” nella Pianura Bergamasca e non solo a tutela della donne vittime di violenza di genere.

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