Cibi portafortuna, quali sono? E’ tradizione mangiare lenticchie e cotechino, ma negli altri paesi quali sono i cibi portafortuna? In Spagna e in Messico c’è la tradizione di mangiare dodici acini di uva allo scoccare della mezzanotte, uno per ogni rintocco dell’orologio della Real casa de Zorreos a Puerta del Sol, una delle piazze più famose di Madrid. Anche in Italia, secondo un’antica tradizione contadina, bisognerebbe mangiare 12 chicchi di uva, uno per ogni mese, per procacciarsi abbondanza tutto l’anno.

Cibi portafortuna

Per il Capodanno cinese si regalano invece mandarini. Per gli orientali è il portafortuna per eccellenza in quanto la sua forma quasi perfettamente sferica, richiama l’infinito ed è simbolo di prosperità e fertilità. Nella parte meridionale degli Stati Uniti è invece di buon auspicio mangiare fagioli neri i cosiddetti “black-eyed peas”, che si cucinano alla Hoppin’ John, con riso, cipolla e fettine di bacon. Simboleggiano le monete e sono dunque considerati portatori di ricchezza come le lenticchie.

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Dalla Francia alle Filippine

In Francia invece portatrice di fortuna è la frutta secca. Come gesto benaugurale si dovrebbero mangiare ben 13 tipi diversi, da noi ci si accontenta di 7: noci, nocciole, arachidi, uvetta, mandorle, fichi e datteri. Nelle Filippine infine è di buon augurio mangiare della frutta tonda, la cui forma ricorda sempre quella delle monete. L’ideale sarebbe mangiarne 13, numero che porta fortuna. In altri Paesi, invece, si preferisce il numero 12 che corrisponde ai mesi dell’anno.