Antichi dissapori per una trama noir e una cornice suggestiva a fare da palcoscenico alla rievocazione storica in programma per celebrare la Settimana Bernardiniana, il prossimo maggio. Un vero e proprio tuffo nel passato fino al lontano 1489 in una Caravaggio alle prese con la storica rivalità con la vicina Treviglio.

Il mistero del pozzo

«Il mistero del pozzo», questo pare sarà il titolo dello spettacolo in costumi d’epoca, si svolgerà all’interno del complesso monastico di San Bernardino e vedrà impegnati nel ruolo di podestà, rispettivamente di Caravaggio e Treviglio, nientemeno che gli attuali sindaci Claudio Bolandrini e Juri Imeri.

La rappresentazione itinerante ha inizio all’esterno del complesso di San Bernardino dove la guida accoglie il pubblico e spiega l’importante evento a cui sta per partecipare: la visita di uno dei più famosi discepoli del Santo che diffonde i discorsi del grande predicatore tra il popolo. Corre l’anno 1489, è la vigilia della festa di San Bernardino, la chiesa caravaggina è di recentissima realizzazione ed è stata consacrata circa un mese prima. In occasione della festa del Santo, il discepolo dovrà dirimere le nuove controversie sorte tra Treviglio e Caravaggio e benedire il pozzo del convento appena costruito…

Ma alcuni episodi misteriosi rischiano di minare il buon esito del confronto tra i due vicini. Ai presenti sembrerà un po’ di immergersi nelle atmosfere cupe de «Il nome della rosa», ma chissà se alla fine i due podestà troveranno l’accordo?

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Una nuova sinergia

Di certo hanno trovato l’accordo sulla loro partecipazione annunciata, con poche parole, anche durante la celebrazione del 28 febbraio per la Festa della Madonna delle Lacrime di Treviglio.

«Sono contento che il mio collega Juri Imeri abbia accettato l’invito a partecipare in prima persona – ha commentato il sindaco di Caravaggio Bolandrini – Dietro a tutto questo c’è, ovviamente, anche la volontà di lavorare in sinergia per la promozione del territorio che rappresento anche come consigliere delegato al Turismo della Provincia di Bergamo. Il patrimonio che custodiamo è di tutti ed è la dimostrazione di come, dopo secoli di lotte, si siano finalmente superati i campanilismi nell’interesse dei due Comuni».

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