Da Filippo Marinetti a Mario Sironi, da Fortunato Depero e Giacomo Balla fino ad Adolfo Wild. Sono arrivate a Treviglio da musei e collezioni di mezza Italia le opere che esposte nella mostra mostra «Dalla linea del Piave alla linea di Fiume», organizzata da Bcc Treviglio e inaugurata stamattina, sabato.

La Prima guerra mondiale in una mostra di Bcc Treviglio

Nomi di primissimo piano dell’arte del Novecento, raccontano per immagini un’epoca ancora controversa della storia d’Italia tra la Grande guerra e i mesi immediatamente seguenti. A parlarne, stamani in auditorium c’erano il presidente di Bcc Treviglio Giovanni Grazioli, il presidente della fondazione Cassa rurale Lorenzo Bergamini, l’assessore alla Cultura Beppe Pezzoni e la curatrice della mostra, la storica dell’arte Sara Fontana. Ad accompagnare la conferenza, gli Alpini del Coro di Gessate.

Venticinque opere  nella corte della Filiale Sede

La mostra – venticinque opere allestite nella splendida corte centrale della Filiale Sede, recentemente rinnovata – racconta la parabola della storia italiana di quegli anni, dall’euforia dell’interventismo alla presa di coscienza dell’assurdità di una guerra combattuta metro per metro, a costo di migliaia di vite poco più che adolescenti. Spiega il presidente di Bcc Treviglio Grazioli:

“La mostra è il primo di una serie di eventi culturali che intendiamo organizzare presso la Filiale Sede affinché la banca venga vissuta come uno spazio al servizio della comunità, nel rispetto di quella vocazione al territorio che ci ha sempre caratterizzato.
La Prima Guerra Mondiale è stato uno dei conflitti più sanguinosi dell’umanità. Considerando tutte le nazioni del mondo, gli storici hanno stimato che durante il conflitto persero la vita poco meno di 9 milioni di soldati con oltre 21 milioni di feriti, molti dei quali rimasero più o meno gravemente segnati o menomati a vita. Dopo questa guerra il mondo non fu più lo stesso, le cose peggiorarono e si spalancarono le porte a tempi ancora più oscuri e dolorosi”.

Primo Levi scriveva: “Ricordate che quello che è stato, in futuro, con il sonno della ragione e la mancanza di memoria, potrebbe ripetersi e verificarsi nuovamente”.

Oggi più che mai ritengo profondamente e dolorosamente vera questa affermazione, perché la storia ciclicamente tende a ripetersi, molto spesso proprio nei suoi aspetti negativi, e un’ istituzione come la Cassa Rurale che ha fatto dell’orientamento sociale e della costruzione del bene comune la propria bandiera ha una grande responsabilità nel tenere viva l’attenzione e la sensibilità su eventi così importanti, lontani dal punto di vista cronologico, ma ancora drammaticamente attuali nei contenuti e nelle conseguenze.

La mostra “connessa”

Ad ogni opera è collegata una pagina internet raggiungibile tramite un codice QR, che fornisce informazioni sulla storia e la genesi del quadro, oltre che sul sul autore.

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Sul Giornale di Treviglio in edicola le interviste al presidente Grazioli e alla curatrice Fontana.

 «Il Peso della Guerra» di Giuseppe Cominetti