Lavora con le diverse essenze del legno da più di mezzo secolo Eliso Rozzoni, 74 anni e intarsiatore per professione ma prima di tutto per passione.

Gli inizi

Quella di Rozzoni con l’intarsio è una storia iniziata in tenera età, già dai banchi di scuola: «Ho iniziato a lavorare a 13 anni, poco dopo aver terminato le scuole elementari – ha raccontato Eliso – Ma proprio durante la scuola mi sono avvicinato per la prima volta al traforo grazie ad alcuni lavoretti. Da allora praticamente non mai smesso». Proprio come accadeva in passato il mestiere di artigiano lo Eliso lo ha appreso in bottega. Per i primi sette anni infatti Rozzoni ha lavorato per quello che è stato il suo maestro, Giovanni Scotti. Fino ai 20 anni, quando deciso a coltivare la propria passione si è messo in proprio, aprendo i battenti del suo amato laboratorio in via Verdi, dove tuttora vive con la famiglia. Ed è qui, nel suo laboratorio, che lo abbiamo incontrato, circondati dalla bellezza delle sue opere. «Prima il laboratorio era molto più grande – ha precisato Eliso, ricordando i tempi in cui lavorava con altre otto dipendenti per i più noti mobilifici della zona, tra cui anche il mobilificio castel rozzonese Binda – Abbiamo realizzato moltissimi intarsi per mobili, disegni e motivi decorativi in stile Luigi XVI, veneziani e altro ancora. Ora invece mi dedico a qualche disegno intarsiato e lascio più spazio alla mia creatività».

Un pò di Milano a Castel Rozzone

Una passione quella di Eliso senza la quale non sarebbe mai riuscito a completare una delle sue opere più monumentali: il duomo di Milano in compensato, completamente disegnato e poi traforato a mano, pezzo per pezzo. «Mi ci è voluto un anno a completarlo, ma confesso che arrivato a metà ho avuto qualche dubbio sul riuscire a finirlo davvero. Quando l’ho visto finito però ho provato una soddisfazione immensa» ha proseguito Eliso. E lo si può capire, una volta ritrovati di fronte a questa riproduzione fedele e precisa in ogni dettaglio, dai rosoni alle piccole statue posizionate con cura sulle guglie, fino alle vetrate illuminate da una piccola e suggestiva luce interna. Ma il duomo non è l’unica grande opera di Eliso, che annovera nella sua produzione anche una Tour Eiffel e la torinese Mole Antonelliana. E in cantiere c’è un’altra sfida architettonica tutta torinese, la riproduzione del maestoso Parco del Valentino.

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Eliso Rozzoni, Ultima Cena

 

Ma il suo capolavoro…

A chi gli chiede quale sia l’opera alla quale in questi 60 anni di attività è particolarmente legato, Eliso non ha dubbi: «L’ultima Cena di Leonardo che ho riprodotto interamente con l’utilizzo dell’intarsio». Sembra incredibile vedendola che sia fatta di legno, o meglio di tante essenze diverse. «Quest’opera l’ho realizzata a 35 anni, ne feci 6 copie di cui una su richiesta di un americano e le sfumature di colore sono ottenute grazie all’uso della sabbia. Ma ne ho tenuta una anche per me che tengo qui esposta nel laboratorio». E’ un uomo felice Eliso, realizzato dalla sua professione alla quale proprio non riesce a rinunciare. Ma non nasconde un desiderio: «Spero sempre che qualche giovane si interessi e appassioni a questa forma di artigianato. Purtroppo senza qualcuno che la coltivi e porti avanti quest’arte è destinata a scomparire». E sarebbe un vero peccato visto che rappresenta la tradizione e il vissuto della nostra gente.