(Immagine di repertorio – Il Festival Celtico 2017)

Festival Celtico 2019, a Pagazzano i “Boira Fusca”. Appuntamento il 12 luglio alle 21 con il Celtic folk rock al Castello.

Un appuntamento salvato in extremis

“Devo confessare che quest’anno siamo stati in “forse” fino a pochissimo tempo fa perché avevamo – ed abbiamo – in programma già molti eventi. Poi, l’opportunità di ospitare una band prestigiosa come i “Boira Fusca” , la voglia di mantenere quest’appuntamento tradizionale e non deludere i nostri fans, l’impegno dei volontari nel realizzare anche questo evento ci ha convinti a mettere in calendario lo spettacolo. E ne siamo particolarmente contenti, anche perché siamo riusciti a mantenere un prezzo di ingresso decisamente “popolare”, in linea con la nostra filosofia di partecipazione”.

Queste le parole di Fulvio Pagani, presidente del Gruppo Civiltà Contadina che ha organizzato l’evento in collaborazione con la neo amministrazione comunale, guidata da Daniele Bianchi.

Festival Celtico 2019

Così, venerdì 12 luglio prossimo, in castello torneranno a risuonare le atmosfere celtiche, sapientemente miscelate insieme ad altri suoni di natura elettrica ed amplificabile: il risultato è una realtà folk rock, dove brani più introspettivi e profondi si alternano a vivaci jigs e reels tradizionali di provenienza scozzese/irlandese.

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Il genere proposto attinge a piene mani dalla musica tradizionale scozzese ed irlandese la quale viene rivisitata in chiave moderna. Il background musicale del gruppo infatti è piuttosto eterogeneo e spazia dalla formazione classica al prog rock: questa caratteristica permette loro di dare origine a vivaci melodie e a brani più introspettivi e d’atmosfera. A completare l’atmosfera, la possibilità di degustare piatti irlandesi, salamelle, taglieri e ovviamente birra artigianale nella suggestiva cornice del castello visconteo. Costo dell’ingresso 3 euro.

I “Boira Fusca”

Boira Fusca è una band proveniente dall’alto Canavese formatasi nel 2015 per volontà di Mauro Biasio (Batteria/Voce) e Simone Zamuner (basso). La formazione è arrivata a compimento con l’arrivo di Matteo Pecchenino (fisarmonica/tastiere), Gilberto Rapelli (chitarre) e Jan De Meyer (cornamusa/violino). Nel 2016 il quintetto ha iniziato a calcare le scene di locali e manifestazioni situate prevalentemente nel nord Italia ed in Svizzera, fino ad esibirsi in alcuni dei più importanti festival del settore. Nel 2017 il gruppo decide di incidere parte del repertorio fino a quel momento, così a maggio di quell’anno, vede la luce il loro primo album autoprodotto che porta come titolo il nome della band.

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