Piccole opere d’arte in mostra a Verdellino, nella chiesetta di San Rocco. Sono i micropresepi di «Nonna Silvia», che da ormai una decina d’anni realizza piccole e minuziose rappresentazioni della Natività recuperando oggetti che, per una persona non dotata della sua fantasia e del suo talento, sarebbero considerati semplicemente rifiuti.

I micropresepi di Nonna Silvia

Lampade, macchine fotografiche, radici, pigne, sassi e persino gusci d’uovo e panini diventano, nelle mani di Silvia Bana, straordinarie scenografie per ospitare la rappresentazione della nascita di Gesù Bambino. Ognuno di questi piccoli capolavori ha una sua storia, come racconta Nonna Silvia: «Molti presepi sono legati a miei ricordi personali – ha spiegato – Come quello realizzato nel bicchiere dell’acqua santa che si usava portare in dote quando ci si sposava, o quello realizzato nella gavetta del pranzo di soldato di mio padre o nella mia prima valigia». Tanti sono anche ricordi e omaggi alla natura del suo paese d’origine, Branzi, da cui Silvia Bana si è trasferita a Verdellino quando, ormai 51 anni fa, si è sposata con Carlo Gelati.

Vietato comprare, doveroso copiare

I presepi esposti, specifica un cartello sulla porta della chiesetta, non sono in vendita, ma la speranza è che in molti prendano spunto e replichino l’idea. «Soprattutto i bambini – ha detto – Nonna Silvia che da anni ormai organizza e gestisce laboratori d’arte con gli alunni delle scuole verdellinesi – sono sempre entusiasti di questi progetti. Spero che in molti capiscano, guardando i miei lavori, come quello che sbagliando consideriamo un rifiuto possa diventare un oggetto dal significato profondo». In un’epoca in cui il Natale sembra fatto solo di luci sfavillanti, acquisti nei centri commerciali e regali spesso nemmeno apprezzati, la mostra dei micropresepi non è solo un piacere per gli occhi, ma anche un balsamo per l’anima.

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