In biblioteca a Trescore Cremasco, un altro incontro con l’autore. Intervistato da Vittoria Polimeni, Lauro Zanchi ha parlato del suo libro, un doloroso ritratto del Vajont intitolato «L’ultimo pensiero».

Sabato in biblioteca

Nelle serate letterarie della biblioteca di Trescore Cremasco trova spazio un nuovo incontro con l’autore. L’ultimo si è tenuto sabato alle 18.30, in presenza di una nutrita schiera di spettatori. Il libro presentato è il secondo successo di Lauro Zanchi e parla del disastro del Vajont, in cui hanno perso la vita più di 1900 persone. L’evento è stato promosso dall’Amministrazione Comunale nell’ambito della promozione culturale. Enzo Lana, Luigi Zambelli ed Elena Manzoni si sono alternati nella lettura di alcuni brani.

L’Ultimo pensiero

Dopo «La sincronia del ballo», edito da «Graus Editore» nel 2011, Lauro Zanchi è tornato tre anni fa con «L’ultimo pensiero», un romanzo liberamente ispirato alla storia di Luciano Basso, un alpino giunto tra i primi a Longarone la sera del 9 ottobre 1963. Sfondo della vicenda, il disastro del Vajont. Nelle pagine del libro si legge di questo alpino che trae in salvo dalle macerie un bambino rimasto miracolosamente illeso nonostante tutto il paese sia distrutto. Dopo le prime medicazioni, il bambino scompare misteriosamente e il protagonista trascorre la sua esistenza nel tentativo disperato di trovarlo.

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