Difendere le lingue locali è da sempre una delle priorità della Lega. E il consigliere regionale ed ex sindaco di Spirano Giovanni Malanchini ha da sempre sposato in pieno questa causa. L’organizzatore del primo festival della musica lombarda è volato a Bruxelles per chiedere all’Europa un maggiore impegno in questo campo.

Malanchini a Bruxelles per difendere le lingue locali

“Le lingue regionali vanno tutelate e salvaguardate perché rappresentano strumenti di ricchezza culturale necessari per costruire un’Europa che salvaguardi le aspirazioni identitarie delle singole comunità”. L’appello arriva da Bruxelles e a lanciarlo è Giovanni Malanchini (Lega), Consigliere Segretario dell’Ufficio di Presidenza del Consiglio regionale della Lombardia. Partecipando ai lavori della Calre, la Conferenza che raggruppa i 72 parlamenti regionali europei, Malanchini ha sottolineato che “le lingue locali devono essere salvaguardate anche a fronte dei continui flussi migratori extraeuropei che inevitabilmente influenzano i paesi di destinazione. Nel corso degli ultimi decenni molte lingue sono andate scomparendo e, secondo le attuali previsioni, tra cento anni ne sopravvivranno solo poche centinaia, con conseguenze sulla cultura e sull’organizzazione sociale”.

La lingua lombarda a rischio estinzione

A Bruxelles, dove ai lavori del Gruppo ristretto partecipano anche rappresentanti di Veneto, Vallonia, Galizia, Belgio, Baleari e Catalonia, Malanchini ha ricordato che la lingua lombarda viene annoverata dall’ UNESCO tra le lingue che rischiano di morire e dunque ha sollecitato interventi urgenti affinché sia preservata la ricchezza della diversità linguistica e culturale con un  progetto europeo.

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Spirano capitale del dialetto bergamasco

Malanchini ha poi aggiunto: “Ho avuto il privilegio di essere Sindaco di un piccolo Comune della provincia bergamasca (Spirano) e durante il mio mandato mi sono speso affinché la lingua locale bergamasca fosse persino introdotta negli atti ufficiali: per esempio la carta intestata del Sindaco e della Giunta, lo stemma del paese, il giornalino con il notiziario per i cittadini, i messaggi di auguri del Sindaco ai neodiciottenni, il calendario e persino la segreteria telefonica del Comune erano sia in lingua italiana sia nella lingua locale bergamasca. Oggi la cultura lombarda  – ha detto ancora Malanchini – trova il suo più alto riconoscimento in una apposita legge regionale che ha l’obiettivo di valorizzare le politiche culturali regionali per custodire al meglio lo straordinario patrimonio culturale della nostra Regione”.

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