Mostra degli stemmi al castello di Cavernago. E’ stata inaugurata domenica la mostra che punta a far conoscere e valorizzare la figura di Bartolomeo Colleoni e i suoi discendenti.

Mostra degli stemmi perduti

Un castello disseminato di stemmi, molti mai studiati. La mostra “Gli stemmi ritrovati” inaugurata domenica al castello di Cavernago apre al grande pubblico la possibilità di conoscere la storia del simbolo di Cavernago e del territorio. Bartolomeo Colleoni e la sua discendenza: ogni famiglia che alloggiava al castello vi lasciava il proprio stemma. Ma di molte di esse il ricordo è andato perso. Nell’ambito del progetto Coglia, lo storico Gabriele Medolago sta ricostruendo tutti i misteri e le storie che avvolgono il castello e la discendenza del Colleoni.

Un immenso e lungo lavoro di studio

“Come le mostre che l’hanno preceduta, anche questa si colloca in un’ampia opera di recupero della figura del condottiere Bartolomeo Colleoni – ha spiegato lo storico Medolago – dei suoi discendenti Martinengo Colleoni e dei luoghi colleoneschi. La mostra mette a disposizione del pubblico alcune primizie frutto del vasto lavoro di ricerca promossa dal Comune di Cavernago e dalla pro loco “Due castelli”. Oggi, grazie a un lungo ed attento studio condotto sul campo e negli archivi, principalmente di Bergamo, Brescia, Milano e Torino, riemerge una storia dimenticata. Da qui il titolo “Gli stemmi ritrovati””.

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Ricostruire la genealogia

“Ogni stemma od elemento è stato schedato in modo sistematico – ha continuato lo storico – studiato e analizzato. Si sono identificati gli stemmi di cui si ignorava l’appartenenza. Si è capito a quali persone fanno riferimento e si è anche potuto precisare meglio la datazione degli stessi ed in molti casi degli affreschi di cui fanno parte .”

Aperture mostra

La mostra potrà essere visitata domenica 3 e 17 giugno grazie alla disponibilità della famiglia Gonzaga che apre le porte del castello ai visitatori.

Le Trame di Bea, capitolo secondo

Presentato al pubblico il secondo volume de “Le Trame di Bea”, intitolato “La Santella”, delle autrici Mara Bozzolan e Annalisa Nozza. Continuano così le avventure di Bea, Andrea con tanti nuovi personaggi attraverso elementi reali e ben documentati e squarci di fantasia che, come la trama e l’ordito, si intrecciano. Il secondo volume è stato dedicato ai due custodi dei castelli, entrambi scomparsi lo scorso anno: Fiorento e Giacomino che hanno permesso di custodire le memorie di quelle mura.

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