Inaugurate le iniziative del progetto Coglia dedicate al tema della religiosità del Colleoni. Verrà ripercorsa la storia delle reliquie di Lazzaro conservate a Covo e della Maddalena a Romano, frutto di una lunga ricerca storica negli archivi di tutta Italia, che culminerà con la pubblicazione di un libro curato da Gabriele Medolago.

Progetto Coglia e la religiosità di Colleoni

Si è svolta sabato, nella chiesa di San Defendente a Romano, la presentazione delle iniziative 2019 del progetto Coglia, nato dalla volontà del Comune di Cavernago, dedicato alla valorizzazione e alla divulgazione della figura di Bartolomeo Colleoni ed i suoi discendenti. Il sottoprogetto di quest’anno si è posto come obiettivo studiare il lato più “sorprendente” del famoso condottiero e uomo d’armi: la sua profonda religiosità.

Le reliquie fanno rete

Al centro delle vicende è la storia delle reliquie di Lazzaro e della Maddalena, trafugate dal Colleoni mentre si trovava a Senigallia, e portate rispettivamente a Covo e Romano. Presenti alla conferenza il sindaco Giuseppe Togni, il sindaco di Romano Sebastian Nicoli, il sindaco di Covo Andrea Cappelletti, lo storico Medolago direttore scientifico del progetto e monsignor Tarcisio Tironi, direttore del “Macs” di Romano.

Valorizzare il turismo locale

Obiettivo di tutti i sindaci presenti è promuovere la ricoperta e la valorizzazione delle tradizioni e del turismo locale, perché fare economia con la cultura è possibile. “Noi abbiamo un territorio carico di storia e patrimonio storico – ha detto il sindaco Nicoli – oggi sempre di più dovremo avere cura di valorizzarlo, renderlo più visibile ed accessibile, facendo anche un grosso lavoro di riscoperta. La vera sfida del progetto Coglia ci mette nella disponibilità e del dovere di creare una rete territoriale ampia e fare sinergia, andando ben oltre i confini nazionali. Un patrimonio, quello delle reliquie della Maddalena, che avremmo rischiato di perdere. Come Amministrazione abbiamo voluto sostenere questo progetto per raccontare la nostra comunità attraverso il patrimonio storico”.

La devozione a Covo

Il sindaco di Covo ha ripercorso l’importanza che San Lazzaro ha per i covesi. “A Covo abbiamo le reliquie del teschio di San Lazzaro che è pure patrono dal 1659 – ha detto il sindaco – la reliquia per anni si trovava sull’altare coperta da un drappo. La tradizione voleva che, in caso di calamità pubbliche o private, le famiglie chiedessero al parroco l’autorizzazione a scoprire il reliquiario. A dicembre invece, in occasione della sagra patronale, il parroco benedice il paese in piazza esponendo le reliquie”.

Leggi anche:  "Tintoretto rivelato" a Lecco: tutto quello che c'è da sapere sulla grande mostra

La cultura genera economia

Il sindaco di Cavernago Togni, capofila del progetto che conta 17 enti, ha ripercorso la storia del macroprogetto Coglia e motivato l’impegno in questo percorso. “Non è strano che un’Amministrazione si pone come progetto di valorizzare delle reliquie – ha detto il sindaco – perché generano turismo ed economia in un ottimo circolo che porta vantaggi alle Amministrazioni comunali. Infatti vengono persone da tutta Europa per visitare i nostri monumenti, ma pochi dei nostri cittadini conoscono la storia dei propri luoghi”.

Il ritrovamento a Senigallia

Il Colleoni venne mandato nelle Marche con l’incarico di interporsi fra le truppe del condottiero Nicolò Piccinino e quelle di suo genero Francesco Sforza e si acquartierò nella città di Senigallia. Durante questo periodo il suo cappellano e confessore, l’agostiniano Fra’ Bellino Crotti da Romano, rovistando tra i ruderi della diroccata chiesetta di Santa Maria Maddalena, trovò le ossa della santa e quelle di San Lazzaro, attestate da un memoriale. Alcune narrazioni parlano di una precedente sepoltura della Maddalena nel sud della Francia.

Il dono a Covo e Romano

Il frate, considerando che il Colleoni non voleva decidere in materia di cose sacre, portò le reliquie in bergamasca. Passando per Covo la leggenda narra che al suo arrivo le campane si misero a suonare da sole ed i cavalli che trasportavano la cassetta del teschio di Lazzaro si fossero fermati. A quel punto Fra Bellino lasciò il teschio nella chiesa maggiore e poi proseguì verso Romano con le reliquie della Maddalena dove arrivò nel 1444, anno in cui il Comune decise di realizzare una chiesa in onore della Santa, poi abbattuta per far posto alla chiesa di San Defendente. Attualmente si trovano al Museo di Arte e Cultura Sacra di Romano.

QUI tutte le iniziative del progetto fino a dicembre

QUI l’iniziativa dello scorso anno dedicata agli stemmi del Colleoni

TORNA ALLA HOME