Il 2019 offre uno scenario propizio al consolidamento di un’agricoltura bergamasca votata alla ricerca della sicurezza e della professionalità nei servizi, anche se la crescita si farà per lo più attendere: è quanto rileva l’Osservatorio economico di Confai Academy nella consueta valutazione di inizio anno sulle prospettive del settore primario provinciale.

Agricoltura bergamasca: calano gli infortuni

“L’anno appena concluso ci ha lasciato buone notizie in termini di miglioramento della sicurezza sul lavoro in agricoltura – spiega Enzo Cattaneo, direttore di Confai Bergamo e segretario generale di Confai Academy – Nei prossimi giorni saremo in grado di presentare un quadro preciso nell’ambito del consueto evento “Agricoltura Sicura”, che vede da tempo associazioni e istituzioni provinciali collaborare all’unisono per una sempre maggiore riduzione degli infortuni in ambito agricolo”.
In ogni caso è particolarmente incoraggiante il dato che si riferisce al comparto agromeccanico, responsabile del 95% della raccolta di soia e cereali: nel 2018 l’incidenza degli infortuni sul totale degli addetti al comparto è stata solo del 2,11%,  senza che si siano verificati incidenti mortali e neppure infortuni classificabili come gravi. “Ciò significa che stiamo lavorando nella direzione giusta – aggiunge Cattaneo – e che, intensificando ulteriormente gli sforzi in termini di percorsi di formazione, rinnovamento del parco macchine ed esternalizzazione di specifiche operazioni colturali, è ragionevole pensare di poter realizzare di fatto la condizione ideale di rischio zero”.

Fatturati

Sul fronte dei fatturati l’Osservatorio ipotizza un incremento molto lieve del giro d’affari complessivo del settore primario orobico, che potrebbe attestarsi poco al di sopra dei 600 milioni di euro, pari a poco meno del 9% della produzione lorda vendibile agricola regionale. L’incremento della plv agricola bergamasca sarà legato soprattutto al trend ancora positivo del comparto bio e alla probabile crescita dell’agricoltura multifunzionale o di servizio, che potrebbe superare la soglia del 15% del fatturato agricolo globale.
“Per quanto riguarda gli investimenti, il 2019 rappresenterà verosimilmente la prima parte di un biennio di transizione e di esplorazione – osserva Leonardo Bolis, presidente di Confai Bergamo e Confai Lombardia – come spesso accade nelle fasi che precedono l’inizio di un nuovo ciclo della Politica agricola europea (Pac), che avrà luogo a partire dal 2021. In particolare, la parte maggioritaria delle imprese agricole inizierà a pianificare investimenti da implementare solo in corrispondenza dei prossimi programmi di sviluppo cofinanziati dall’UE, non assumendo per il momento rischi a causa della perdurante stagnazione economica generale”. Nondimeno, è ipotizzabile una certa propensione ad investimenti a breve termine da parte di un nucleo consistente di imprese dedite professionalmente al contoterzismo agrario, sempre alla ricerca di nuove risorse tecnologiche per migliorare la qualità e la competitività dei servizi offerti. “Molto dipenderà – conclude Bolis – dall’esito delle discussioni parlamentari attualmente in corso circa l’equiparazione delle imprese agromeccaniche alla figura dell’imprenditore agricolo, che potrebbe favorire l’accesso delle imprese contoterziste a fondi comunitari fino ad ora preclusi alla categoria”.
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