Tensioni in corso

Assemblea del Consorzio in via Panizzardo: tensione alle stelle

Il CdA ha spiegato il rifiuto delle nuove manifestazioni di interesse, suscitando malcontento tra i proprietari terrieri

Assemblea del Consorzio in via Panizzardo: tensione alle stelle

Durante l’assemblea del “Consorzio per lo sviluppo e la valorizzazione delle aree site in via Panizzardo”, tenutasi mercoledì 25 marzo a Caravaggio, si sono registrati momenti di forte tensione. Il CdA ha illustrato le ragioni che hanno portato al respingimento delle due nuove manifestazioni di interesse, scatenando la reazione dei proprietari dei terreni, rimasti all’oscuro della situazione fino a quel momento.

Un’assemblea accesa

Le urla provenienti dall’auditorium della Bcc erano udibili anche all’esterno, testimoniando l’animata discussione che ha caratterizzato la riunione, durata ben tre ore. I rapporti tra un gruppo di consorziati, il CdA e il presidente Paolo Viola sembrano essere molto tesi.

Le nuove proposte di insediamento

Tra le società che hanno presentato le nuove manifestazioni di interesse vi è la “MACA Srl”, specializzata nello sviluppo di aree edificabili e complessi immobiliari industriali. In passato, questa area era stata considerata per l’insediamento della “Faster” di Rivolta, ma le procedure urbanistiche hanno impedito il completamento dell’operazione.

Un’altra proposta è giunta dalla “NIO+DC”, una società internazionale dedicata allo sviluppo di infrastrutture digitali. Questa azienda si distingue per la sua capacità di gestire progetti complessi relativi a data center, e l’offerta è stata firmata da Fulvia Beyer, un nome di riferimento nel settore a livello europeo.

La posizione dei consorziati

Il gruppo di consorziati non si oppone all’insediamento di un data center; al contrario, crede che, se il CdA agisse con serietà, l’area potrebbe essere venduta entro quattro mesi, chiudendo così 15 anni di attesa. Tuttavia, essi considerano “Arafin” inadempiente e chiedono trasparenza sui fondi del Consorzio, richiedendo l’accesso agli estratti conto degli ultimi tre anni. Alcuni membri ventilano anche la possibilità di chiedere un risarcimento per il mancato intervento del bando “Arest”.

Durante la riunione, è stata presentata una diffida da parte di un avvocato per impedire che il CdA procedesse in via esclusiva con “Arafin” senza consultare l’assemblea. Il gruppo di consorziati ha quindi annunciato l’intenzione di richiedere formalmente l’accesso a tutta la documentazione contabile e amministrativa.

“Se il presidente ritiene di aver esaurito la propria spinta propulsiva, come da lui stesso adombrato, lo invitiamo a trarne le conseguenze formali, chiedendo contestualmente che l’intero Consiglio di Amministrazione rassegni le dimissioni per consentire un azzeramento della gestione prima che la situazione diventi irrecuperabile”.

Decisioni del CdA e reazioni

Come già emerso, le due manifestazioni di interesse non sono state accolte. Il presidente ha spiegato che tali proposte non si allineano con le attuali esigenze, considerando i cambiamenti intervenuti dal 2022-23.

“Abbiamo informato i proprietari dei terreni che, così come sono state formulate, non sono sovrapponibili alla situazione attuale perché non tengono conto di una serie di parametri che sono intervenuti dal 2022-23 ad oggi. Valuteremo le risposte da dare alle società e la possibile proroga del contratto preliminare con ‘Arafin’: convocheremo un’altra assemblea per prendere una decisione, senza escludere nulla”.

Viola ha confermato la presenza di fratture tra alcuni consorziati e il CdA.

“Una parte dei consorziati non si fida più; è stato chiesto di inserire un nuovo membro tra i proprietari terrieri, con competenze e un peso importante a livello di dimensioni della proprietà. Questo sarà oggetto della prossima assemblea. Mi dispiace che sia passata un’idea sbagliata, è tutto alla luce del sole”.

Il CdA ha accolto la richiesta di accesso agli atti.

“Ci organizzeremo per fornire quanto dovuto; la richiesta di documentazione è abbastanza ampia, pertanto bisogna concedere il tempo tecnico al consulente per prepararla. Dobbiamo essere più trasparenti e comunicativi: sarà il percorso che recepiamo, è una richiesta lecita”.

Il gruppo di consorziati più critico non è uscito soddisfatto dalla riunione.

“È chiaro che il CdA intende continuare con ‘Arafin’ perché sostiene che ormai manca poco per concludere il percorso; tuttavia, stiamo parlando di altri due anni, tempo in cui possono succedere molte cose e altre tasse da pagare. Le manifestazioni di interesse sono state scartate a priori”.

Ora non resta che attendere la prossima assemblea.