Iccrea archivia l’esperienza di banca di secondo livello per diventare la capogruppo del Credito cooperativo. Ma prima, nell’Assemblea del 30 marzo scorso, ha approvato l’ultimo bilancio 2018 evidenziando un utile di 7,5 milioni. Dal 5 marzo Iccrea è tra i primi quattro gruppi creditizi italiani che si articola sul territorio attraverso 142 Bcc dotate di 2.600 sportelli dove lavorano 22 mila persone, contano 750 mila soci, 4,3 milioni di clienti, 100 miliardi di raccolta, attivo per 150 miliardi, 90 circa di impieghi da clientela e 11 miliardi circa di mezzi propri.

Intervista al presidente Maino

Di questo e di altri temi ne abbiamo parlato con il presidente Giuseppe Maino, 66 anni, che guida pure la Bcc Milano.

L’assemblea ha segnato un passaggio storico…

«La chiusura del bilancio sociale è stato un momento quasi formale – esordisce Maino – L’aspetto più significativo ha coinciso con la nomina della nuova governance del Gruppo Bancario Cooperativo Iccrea, decollato il 5 marzo, si sono nominati 15 membri del Consiglio d’amministrazione, 5 dei quali indipendenti, altra novità per il credito cooperativo».

Adesso cosa succede?

«Risolti gli aspetti burocratici ora c’è da mettere a punto il progetto, implementarlo e scaricarlo a terra, coinvolgendo le Bcc affinché tutte condividano il progetto e marcino nella stessa direzione. Nel Gruppo bancario Iccrea sono entrate 142 Bcc e altre società del perimetro del credito cooperativo. Il Gruppo deve essere messo a punto e deve procedere con i necessari investimenti».

Quali?

«La priorità è rappresentata dall’informatica: oggi le 142 Bcc hanno quattro diversi sistemi informatici, ma dovremo portarle in un unico grande sistema, moderno e innovativo. Contemporaneamente dovremo sviluppare la banca digitale, nuovi sistemi di pagamento, nuovi prodotti… Ma fare anche qualche razionalizzazione».

Cosa significa?

«Razionalizzazioni nella Capogruppo e nel territorio».

Nessuna ripercussione sul fronte occupazionale?

«Non è un tema all’ordine del giorno. Se ci sarà questa esigenza vedremo di fare formazione per riconvertire il personale in altre funzioni o ricorrere a strumenti di accompagnamento alla pensione».

Cosa cambierà per le singole Bcc visto che adesso il Gruppo Iccrea diventa operativo?

«Le singole banche potranno lavorare meglio sul territorio. Il gruppo diventerà un po’ la loro “guida”, metterà in comune le best practices, favorirà la digitalizzazione, svilupperà progetti innovativi… Le Bcc continueranno a fare la banca differente, realtà cooperative che faranno business – meglio di prima – con un rinnovato riguardo nei confronti delle loro comunità, delle famiglie, delle imprese. I valori che ci hanno accompagnato negli ultimi 130 anni sono ancora validi».

L’autonomia resterà immutata?

«Le Bcc con i conti in ordine non avranno problemi, ma solo vantaggi: saranno più competitive. Quelle in difficoltà invece dovranno rinunciare a un po’ alla loro autonomia perché continueranno a operare grazie all’intervento della capogruppo, intraprendendo un cammino di rimessa in situazione ordinaria».

La scelta del gruppo era irrinunciabile?

«Dovevamo farlo indipendentemente dall’autoriforma e forse potevamo farlo prima. Se lo avessimo fatto all’inizio degli Anni Duemila, quando le condizioni di mercato erano più semplici, forse era meglio. Oggi con margini ridotti, tassi bassi, il tema dei crediti inesigibili… è tutto più complicato, ma la strada è giusta».

Che clima si respira nelle singole Bcc in vista di questa rivoluzione?

«C’è un po’ di incertezza, qualche resistenza al cambiamento, ma tutte sono consapevoli che si tratta di una scelta irrinunciabile. In questi primi sei mesi ho visitato e incontrato i dirigenti di almeno 100 Bcc e ho notato che l’incertezza sta lasciando il passo alla consapevolezza».

Il mondo del Credito cooperativo è rappresentato anche da un secondo Gruppo: Banca Centrale. Perché?

«I tentativi di creare un unico grande gruppo, purtroppo, sono naufragati, ma non è escluso che il tempo ci porti a collaborare. Ci sono spazi per fare investimenti insieme, dare vita ad azioni sinergiche e magari domani chissà…».