Birraio dell’anno 2018, secondo posto a Marco Valeriani del birrificio Hammer di Villa d’Adda.

Birraio dell’anno a Hammer

La piccola Villa d’Adda di nuovo sul tetto d’Italia. Per il secondo anno consecutivo, Marco Valeriani è arrivato sul podio al Birraio dell’anno, premio indetto dal network Fermento Birra. Dodici mesi fa il birraio di Hammer aveva conquistato il titolo, domenica è arrivato secondo: un successo enorme in ogni caso per il birrificio nato solo nel 2015 in via Chioso.

Birraio dell'anno Villa d'Adda con Hammer sul tetto d'Italia
Marco Valeriani con Lorenzo “Kuaska” Dabove

Eccellenza nazionale made in Bg

Se una realtà artigiana dell’Isola bergamasca è ormai un’eccellenza nazionale lo si deve all’audacia imprenditoriale di Fausto Brigati e del fratello Roberto (che già guidavano una fabbrica metalmeccanica a Carvico… da qui il riferimento ad Hammer, il martello), che non si sono accontentati di partire in sordina col classico microbirrificio, ma hanno messo in piedi una vera e propria fabbrica, dai volumi importanti oltre alla qualità.

Ma c’è anche tanta Brianza…

Già, perché il premio va proprio al birraio, al di tutto ciò che gli sta attorno. E Marco Valeriani, il “mago delle ipa” (le birre luppolate “all’americana” ormai da qualche anno in cima alle preferenze degli appassionati) è originario di Meda, malgrado poi sia passato a Seregno. E prima metteva la faccia sulle sue creazioni al birrificio Menaresta di Carate Brianza (con tanto di caricatura sulle etichette).

…sì, davvero tanta…

Brianza monzese, insomma, così come per Lorenzo Guarino del Birrificio Rurale di Desio, classificatosi 19°, ma c’è pure quella Lecchese nella graduatoria finale, rappresentata da Emanuele Longo del Birrificio Lariano di Dolzago (7°) e non è lontano neppure Limido Comasco, sede del Birrificio Italiano del mitico Agostino Arioli (6°).

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Tornando al vincitore

Birraio dell'anno Villa d'Adda con Hammer sul tetto d'Italia
Valeriani abbraccia il suo secondo Matteo Palmisano fra Fausto e Roberto Brigati

Il premio assegnato da Fermento Birra tende a valutare la bravura tecnica del birraio nel suo complesso, la sua filosofia, la costanza qualitativa dei prodotti. Un’affermazione personale per Valeriani che non potrà che amplificare ulteriormente la popolarità anche del brand villadaddese, ormai “di culto” per gli appassionati delle artigianali dal Monte Bianco a Lampedusa. E fra poco scoccherà anche l’ora di “Birra dell’anno” a Rimini, il più importante premio nazionale di settore… e vedremo come andrà a finire.

Sì, ma il primo?

La vittoria e il titolo sono in ogni caso finiti, domenica a Firenze, a Josif Vezzoli del birrificio Birra Elvo di Graglia (Biella), alfiere di un Piemonte ben rappresentato anche da Alessio Selvaggio del birrificio Croce di Malto di Trecate (No), quinto, Alessio Gatti del birrificio Canediguerra di Alessandria, nono, Valter Loverier del birrificio Loverbeer di Marentino (To), decimo, e Riccardo e Davide Franzosi del Birrificio Montegioco di Montegioco (Al), 18esimi.

 

Daniele Pirola