Bullismo, cyberbullismo, furti, droga e alcol. Ecco i maggiori pericoli per i giovanissimi, ancor di più se stanno in agguato all’interno delle mura scolastiche. Proprio per prevenire il ripetersi di atti di illegalità fra i minorenni, il vice questore della Polizia di Stato di Treviglio Angelo Lino Murtas è salito in cattedra e si è rivolto proprio ai più giovani.

Regole e legalità

Alla luce di quanto accaduto proprio solo una settimana fa alle scuole medie Cameroni, dove uno studente ha spintonato e insultato la sua insegnante, è ancora più forte e urgente la necessità di intervenire nella fase adolescenziale per correggere comportamenti che potrebbero avere negli anni conseguenze molto serie. Rispetto delle regole e legalità sono i due pilastri su cui si fonda il progetto che porta la Polizia di Stato all’interno delle aule.

Il vice questore all’Archimede

Bullismo a scuola
Il vice questore Angelo Lino Murtas durante la lezione

Ieri, 24 aprile il Dirigente del Commissariato di Treviglio dopo gli incontri in alcuni istituti scolastici che hanno dato la loro disponibilità al progetto (tra cui Istituto Comprensivo di Verdellino, Istituto Salesiani di Treviglio, Scuola di Fara Gera d’Adda, Scuole di Pagazzano, Istituto Natta, Istituto Comprensivo di Cassano d’Adda, Liceo Simone Weil, Istituto Cameroni e Collegio degli Angeli di Treviglio) ha tenuto una nuova lezione nell’auditorium dell’Istituto Archimede di Treviglio grazie alla richiesta e alla collaborazione della preside Maria Chiara Pardi e della vice preside Francesca Bindelli. Notevole è stato l’interesse e l’entusiasmo degli oltre 200 studenti intervenuti attivamente al convegno.

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I giovani e Internet

Il progetto affronta anche il tema della sicurezza nell’uso della Rete e sono rivolte agli utilizzatori dei social network (che in particolare sono gli stessi studenti), ai loro insegnanti, ai loro familiari. Si vuole fare in modo che Internet possa essere vissuto da tutti, a partire dai banchi di scuola, come un’opportunità e non come un pericolo. Infatti il divario fra la conoscenza digitale dei giovani e degli adulti è enorme e così per i giovani i genitori non possono essere né modelli né maestri, perché in rete il più delle volte non sanno andarci.

Le insidie della Rete

Il cyberbullismo e il bullismo esasperato che, allargandosi a un numero indeterminato di soggetti, rende la vittima più debole, porta spesso a gesti inconsulti.
E’ vero che in Rete è presente anche l’adescamento che può avere fini economici e commerciali, essere finalizzato alla truffa o al furto di denaro, ma è anche vero altre volte serve purtroppo ad attrarre minorenni a incontri o appuntamenti che poi possono finire in maniera drammatica se non anche tragica.

I prossimi appuntamenti saranno a Mapello e all’Enfapi di Treviglio. Le scuole della Bassa Bergamasca interessate al progetto possono contattare il Commissariato di Treviglio.