Cassa integrazione a Bergamo aumenta la straordinaria. Lo rivelano i dati relati all’analisi svolta dal dipartimento del lavoro di Cisl Lombardia. Meloni: “Il cammino della ripresa economica e produttiva rimane faticoso”.

Cassa integrazione, vola la straordinaria

Un’impennata di Cassa Straordinaria e di quella in deroga: tra secondo e terzo trimestre di quest’anno gli ammortizzatori sociali in provincia di Bergamo hanno totalizzato l’83% di ore in più, superando i 3 milioni di ore (con la CIGS a +175%). La proporzione rimane praticamente uguale anche rispetto allo steso periodo del 2016: a settembre dello scorso anno, infatti, le ore totali di cassa ammontavano a 1.694.887, in discesa rispetto ai tre mesi precedenti.

Bergamo maglia nera

Sono i cartai che in percentuale, fanno schizzare le percentuali e le ore di questo periodo di ammortizzatori: il settore ha infatti visto alzarsi il numero di ore tra CICO, CIGS e deroga rispettivamente del 948,6 e del 1176,9%. In tutta la regione, la situazione assume dimensioni così preoccupanti solo in territorio orobico. Dopo Bergamo, Milano cresce del 25.9% e Como del 4.8. In tutte le altre province il segno che anticipa il dato percentuale è sempre il “meno”: addirittura il 67% a Cremona e il 33,8 a Brescia.

“Cammino lento e faticoso”

“Il confronto sull’andamento della cassa integrazione fra il primo semestre 2016 e 2017, che dimostra un sostanziale mantenimento nelle ore autorizzate seppur con distinguo fra settori e tipologia di cassa, evidenzia come il cammino della ripresa economica e produttiva rimanga faticoso – ha commentato Giacomo Meloni, segretario Cisl Bergamo – Se da un lato vanno salutati positivamente gli indicatori economici, anche quelli locali che denotano una ripresa in corso, dall’altra non va abbassata la guardia e l’attenzione sul ricorso alla cassa integrazione, in particolare straordinaria, ridottasi significativamente rispetto allo stesso periodo del 2016, ma che torna a incrementarsi in modo considerevole nel terzo trimestre 2017, con 2.381.828 ore autorizzate contro le 868.139 del secondo trimestre”.

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Meglio l’ordinaria

Meglio l’ordinaria, che sconta però anche vincoli maggiori rispetto al passato per l’autorizzazione, dovuti in particolare al decreto legislativo 148 del settembre 2015 e pertanto a volte le imprese rinunciano a richiederla per non vedersela bocciata dall’Inps, creando anche situazioni di non facile gestione nei confronti dei lavoratori – ha concluso Meloni – Su questo aspetto come sindacato siamo più volte intervenuti con l’Inps e anche con le associazioni d’impresa al fine di rendere, pur nel rispetto della legge, più praticabile e certo l’iter dell’approvazione”.