Sarà una giornata epocale per la Bcc Treviglio. E anche se nella vita quotidiana dei correntisti sarà forse difficile accorgersi di cambiamenti sostanziali, con l’assemblea dei soci convocata per domani mattina, domenica, al Palafacchetti, la principale banca trevigliese aprirà un nuovo capitolo della sua storia ultra secolare, aderendo ufficialmente al nuovo Gruppo Bancario ICCREA che diventerà uno dei più importanti gruppi bancari italiani.

L’ingresso in Iccrea, dopo 125 anni di Bcc Treviglio

Per il sistema delle Bcc italiane, inutile dirlo, sarà una rivoluzione copernicana. Ma anche per Bcc Treviglio il passo è di quelli che entrano nei libri di storia. All’apice di un periodo di importanti riorganizzazioni interne all’istituto di via Carcano, ne abbiamo parlato con il presidente Giovanni Grazioli, che di questo momento storico particolare della Banca è stato il regista principale, negli ultimi anni.

Cosa cambierà con Iccrea?

A livello pratico, per il correntista non cambierà nulla. I clienti avranno a che fare con lo stesso personale, e la gestione bancaria resterà sostanzialmente uguale a ora. Potrebbe essere necessario cambiare qualcosa nella gestione interna. Continueranno ad esistere i Cda, ma ognuna delle banche consorelle avrà nel Gruppo Bancario un’autonomia di gestione più o meno grande, a seconda dalla virtuosità di ciascun istituto.  Sarà introdotto un sistema di diagnosi precoce su eventuali problemi, grazie all’analisi degli indicatori quali/quantitativi divisi in vitali e critici. Ogni banca verrà monitorata in continuo sul capitale e sulla liquidità comparti vitali per la BCC e sulla governance e sulla qualità degli attivi indicatori di eventuale criticità dell’attività. Grazie a questo sistema ad ogni BCC verrà assegnato un posto all’interno di una graduatoria dalla A alla G, con progressivi vincoli di autonomia nella gestione. Le prime in graduatoria saranno autonome nella gestione all’interno delle strategie di Gruppo. Quelle medie dovranno condividere le linee di gestione principali con il Gruppo ICCREA, mentre le ultime, dovranno preventivamente farsi autorizzare dal Gruppo Bancario ICCREA gli iter operativi e la Capogruppo potrà nominare nella Governance della BCC propri Amministratori. Per quanto riguarda l’operatività sul territorio nulla cambierà saranno sempre le stesse persone appartenenti alle BCC che gestiranno in prima persona la clientela in più la forza del Gruppo Bancario ICCREA ci permetterà di mettere in campo “best practice” comuni che consentirà di avere maggiore «aggressività commerciale» e la garanzia di un equilibrio patrimoniale della banca. Obbligo della capogruppo sarà poi quello di valorizzare i principi mutualistici e offrire soluzioni tecniche alle banche del gruppo. Per fare questo si potrà avvalere di una struttura importante anche in termini professionali e di capitale.

A quale categoria apparterrà Bcc Treviglio?

Ancora presto per saperlo: le assegnazioni saranno fatte soltanto dopo la costituzione ufficiale, ad aprile. Possiamo però dire che stiamo lavorando per entrare dalla porta principale. Treviglio del resto è già oggi una delle Bcc più grandi d’Italia in termini di soci e in termini di volumi prodotti. Iccrea radunerà circa 140 Bcc per 750mila soci, e si insedierà attraverso 2500 filiali su 1700 Comuni. Sarà un gruppo importante, con più di 90 miliardi di impieghi e 100 miliardi di raccolta.

Il credito deteriorato sarà uno dei dati analizzati. Com’è noto è stata questa la vera «bestia nera» delle banche nell’epoca della crisi, e la messa in sicurezza di importanti sofferenze e crediti deteriorati è costato anche a Treviglio due anni pesanti, in termini di utile, nel 2015 e 2016…

Sì, sono stati per noi anni di “sana adrenalina”. Abbiamo lavorato molto sul credito, ma è anche vero che abbiamo sempre mantenuto alta l’attenzione sul sostegno all’economia locale. Non dimentichiamoci mai che dieci anni fa sono state le banche del territorio, non le grandi banche, a sostenere questo Paese nel pieno della crisi economica.  Bisogna darne atto. Quelle scelte di Bcc Treviglio e quelle politiche di aiuto e sostegno al credito erano consapevoli e non possiamo rinnegarle, sebbene abbiano avuto delle conseguenze e ci siano costate molta fatica.

Leggi l’intervista completa sul Giornale di Treviglio in edicola

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