Ancora braccia incrociate alla Eurogravure. Da martedì fino a oggi, giovedì, sono stati indetti scioperi blocco degli straordinari in tutti e quattro i turni (primo, secondo, terzo e giornata). Questa mattina i lavoratori si sono dati appuntamento a Milano davanti alla Camera del Lavoro.

Eurogravure, prosegue la protesta

Prosegue quindi la protesta alla maxitipografia di via Della Costa, dove da un paio di settimane i sindacati hanno indetto uno stato di agitazione. Dopo quello di giovedì della scorsa settimana, martedì i dipendenti del primo turno hanno incrociato le braccia dalle 13 alle 15 (dalle 10 alle 15 mercoledì). Quelli del secondo turno dalle 15 alle 24, mentre per terzo turno l’astensione è stata dalle 4 alle 6 (mercoledì dalle 24 alle 6). Chi faceva il turno di giornata si è invece fermato le ultime due ore. Blocco quasi totale oggi, giovedì: da Treviglio, infatti, è partito un pullman con sessanta persone dirette alla Camera del Lavoro di Milano, dove era in programma un incontro con i sindacati nazionali e con tutte le Rsu del gruppo.

La vicenda

A mettere sul piede di guerra i lavoratori di Eurogravure è stata la decisione dell’azienda di avviare la procedura di disdetta di tutti gli accordi derivanti dalla contrattazione di secondo livello, che sono stati definiti dalla proprietà non più sostenibili, sia per quanto riguarda lo stabilimento di Treviglio che per la Niiag di Bergamo, per un totale di circa 400 dipendenti, a cui vanno poi aggiunti un centinaio di personale fornito dalla cooperativa «Project».

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Istituzioni in campo

Una situazione che aveva spinto la proprietà (il Gruppo Pozzoni) ad affidare all’esterno la stampa dei periodici, per evitare il rischio di perdere clienti. In campo sono scese anche le istituzioni. Il sindaco di Treviglio Juri Imeri aveva già incontrato i lavoratori davanti all’azienda per ascoltare le loro richieste. Successivamente ha organizzato un incontro in Municipio con i sindacati, alla presenza del consigliere regionale Giovanni Malanchini, il quale ha promesso l’istituzione di un tavolo al Pirellone per discutere della questione.

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