Flat tax: come funziona? Cosa significa? Perché introdurre questo nuovo sistema di tassazione? E’ anticostituzionale? Ecco tutte le risposte.

Flat tax: che cos’è in soldoni?

Fortemente voluta da Matteo Salvini, ideata dal deputato leghista Armando Siri, è un nuovo metodo di tassazione studiato nelle intenzioni per far pagare meno tasse ai “ricchi” e quindi “sgravarli” in modo da innescare un virtuoso volano per l’economia. Al momento il sistema tributario italico prevede che ogni contribuente paghi in relazione al suo reddito: se guadagni tanto paghi di più, se guadagni poco paghi meno.

E’ incostituzionale?

La costituzione nell’articolo 53 recita: “Tutti sono tenuti a concorrere alle spese pubbliche in ragione della loro capacità contributiva. Il sistema tributario è informato a criteri di progressività.” Siri è riuscito a schivare il rischio di incostituzionalità introducendo 2 aliquote invece di una per garantire maggiore equità a seconda dei redditi diversi

Come ha funzionato negli altri paesi?

Vediamo come ha funzionato in alcuni paesi in cui è stata introdotta. Esiti positivi si sono registrati in Estonia, Lettonia e Lituania in cui si è registrata una sorprendente crescita economica, lo stesso non si può dire di altri Paesi come Russia, Ungheria, Romania e Bosnia.

Chi ne beneficia?

I maggiori beneficiari di questo sistema saranno coloro che dichiarano più di 30 mila euro lordi all’anno con un guadagno crescente su redditi superiori.

I critici la definiscono un regalo ai ricchi

Secondo i calcoli l’introduzione genererà un ammanco nelle casse dello stato di circa 40 miliardi di euro. Se da una parte per coloro che guadagnano meno di 15 mila euro all’anno non sono previsti cambiamenti significativi potrebbe invece aumentare sensibilmente la forbice fra le cosiddette classi medio-alte e i meno abbienti.

Le ragioni di Salvini

Come giustifica, dunque, Salvini l’introduzione di un sistema fiscale mirato a favorire esclusivamente le classi più agiate? “E’ chiaro che se uno fattura di più e paga di più, risparmia di più, reinveste di più, assume un operaio in più, acquista una macchina in più, e crea lavoro in più” questo il focus secondo il neo Ministro degli Interni.

I possibili vantaggi

E’ ragionevole ipotizzare che tutto l’esercito di coloro che evade il fisco potrebbe rinunciare all’illegalità a fronte di una tassazione non più cosi penalizzante, inoltre sarà indubbiamente molto più semplice compilare in autonomia la dichiarazione dei redditi. Potremmo inoltre assistere ad un’inversione di marcia rispetto al trend attuale in cui si registra una migrazione all’estero di molte aziende italiane. Favorite dal nuovo sistema fiscale, aziende estere potrebbero investire in Italia. L’abbassamento, anche se solo per la parte più ricca della popolazione troverebbe l’assenso di Churchill che decenni fa sosteneva “una nazione che si tassa nella speranza di diventare prospera è come un uomo in piedi in un secchio che cerca di sollevarsi tirando il manico”.

Mauro Mozzarelli

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