Saldi estivi in arrivo

I bergamaschi spenderanno mediamente 91 euro per i saldi estivi

Confcommercio Bergamo stima una spesa complessiva di 59,1 milioni di euro, con un aumento delle famiglie che approfitteranno degli sconti.

I bergamaschi spenderanno mediamente 91 euro per i saldi estivi

Domani, sabato 4 luglio, prenderanno il via i saldi estivi in tutta la Lombardia. Secondo le previsioni di Confcommercio Bergamo, ogni famiglia bergamasca spenderà in media 209 euro per l’acquisto di capi scontati, equivalenti a 91 euro pro capite. Questo rappresenta una leggera diminuzione rispetto ai 93 euro previsti per il 2025, dovuta all’anticipo della stagione calda.

Le stime di Confcommercio indicano anche un incremento delle famiglie bergamasche pronte a sfruttare gli sconti: il 58% parteciperà ai saldi, rispetto al 54% del 2025. In totale, il valore delle vendite di fine stagione è previsto intorno ai 59,1 milioni di euro, leggermente inferiore ai 59,9 milioni registrati l’estate scorsa.

La stagione estiva influisce sui saldi

«Nonostante l’aumento delle famiglie che acquisteranno in saldo, la spesa complessiva è destinata a calare rispetto all’anno precedente. Il valore pro capite scende di circa 2 euro a persona e di circa 10 euro a famiglia. La stagione estiva, iniziata con bel tempo, ha assorbito parte delle risorse destinate ai saldi», commenta Oscar Fusini, direttore di Confcommercio Bergamo. «I saldi estivi rappresentano poco più della metà del fatturato di quelli invernali, a causa di un valore medio dei capi inferiore e della mancanza dell’effetto tredicesima di dicembre, che è tipico per tutti i lavoratori e pensionati. Tuttavia, si registra una maggiore accessibilità dei prezzi, un effetto d’impulso positivo e un incremento del turismo in alcune aree della nostra provincia, come montagna e lago».

Il direttore di Confcommercio Bergamo Oscar Fusini

Attenzione alle regole

È fondamentale prestare attenzione al rispetto delle normative, per proteggere tanto i commercianti onesti quanto i consumatori.

«Come è ormai consuetudine, non mancano le violazioni al divieto di effettuare vendite promozionali nei 30 giorni precedenti l’avvio delle svendite – lamenta Fusini – La crescente diffusione di sconti anticipati, spesso promossi anche da grandi gruppi commerciali, mina l’efficacia e la credibilità delle vendite di fine stagione, penalizzando chi rispetta le regole e compromettendo la funzione stessa dei saldi».

Di seguito, un breve vademecum di Confcommercio per uno shopping «in sicurezza», evitando fregature e tutelando il commercio locale.

Cambi: La possibilità di cambiare un capo dopo l’acquisto è generalmente lasciata alla discrezione del negoziante, salvo che il prodotto non sia danneggiato o non conforme, come previsto dal Codice del Consumo. In tal caso, il negoziante è obbligato a riparare o sostituire il capo, e se ciò non fosse possibile, a ridurre o restituire il prezzo pagato. Negli acquisti online, invece, è possibile restituire il prodotto entro 14 giorni dal ricevimento, indipendentemente da eventuali vizi.

Prova dei prodotti: Non esiste un obbligo, è a discrezione del negoziante.

Pagamenti: Le carte di credito devono essere accettate dai negozianti.

Prodotti in vendita: I capi in saldo devono avere carattere stagionale o di moda e soggetti a notevole deprezzamento se non venduti entro un certo periodo.

Indicazione del prezzo: È obbligatorio indicare il prezzo normale di vendita, tenendo conto che va specificato il prezzo più basso applicato ai consumatori nei trenta giorni precedenti l’avvio dei saldi, insieme allo sconto e al prezzo finale.